Vai al contenuto

Donna suicida dal balcone, Paolo Crepet durissimo: “Non dite fesserie”

Paolo Crepet intervistato su tragedia suicidio

La tragedia di una donna che si è tolta la vita lanciandosi dal balcone scuote profondamente la coscienza collettiva, ponendo l’attenzione su un tema spesso banalizzato: cosa si nasconde dietro gesti estremi come questo? Lo psichiatra Paolo Crepet contesta duramente la tesi del gesto d’impulso e invita a evitare spiegazioni superficiali che non aiutano a comprendere la complessità del dolore umano.

Secondo Crepet, definire un suicidio come un episodio improvviso e incontrollabile è una semplificazione errata. Questa lettura, a suo avviso, svuota di significato l’evento, trasformandolo in un momento isolato e privo di contesto. L’uso del termine raptus rischia di cancellare il percorso e le sofferenze che precedono il gesto, impedendo una reale comprensione del fenomeno.

Lo psichiatra usa parole nette per respingere questa interpretazione: “non dite fesserie”. Con questa espressione, Crepet sottolinea la necessità di andare oltre le spiegazioni immediate e rassicuranti, che finiscono per nascondere la profondità della crisi vissuta dalla vittima.

Al centro dell’analisi di Crepet c’è la solitudine, intesa non come un episodio isolato ma come uno stato persistente e invisibile. La donna suicida, secondo lo psichiatra, ha vissuto un disagio che non è stato riconosciuto da chi le stava intorno, né intercettato da una rete di supporto adeguata.

Questa mancanza di relazioni significative e di presenza attiva è indicata come la vera causa che ha portato al punto di rottura. La solitudine diventa così il terreno sul quale si costruisce il dolore profondo, che sfocia in gesti estremi.

Crepet sottolinea inoltre come le definizioni date dopo la tragedia, come quella di “brava donna” o di persona religiosa, non contribuiscano a comprendere il fenomeno. Queste etichette sono spesso utilizzate per rassicurare e chiudere il discorso, ma in realtà non spiegano le ragioni profonde della sofferenza.

Il richiamo dello psichiatra è chiaro: occorre non accontentarsi di risposte superficiali, ma impegnarsi a leggere e riconoscere i segnali nascosti che precedono eventi così drammatici.

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure