business-angel-donna

Donne Business Angel, la nuova frontiera dell’investimento

“Aiutare altre imprenditrici”, è questo lo scopo delle Business Angel Europee. Lo scorso anno, nel nostro paese, un investimento su quattro è stato realizzato da una business angel donna (Survey IBAN 2017). Un segnale che mostra come la parte femminile sia pronta a farsi valere anche in questo campo, che  fino a poco tempo fa era considerato di appannaggio interamente maschile. Le business angel sono inoltre molto attente nel restituire e sostenere l’economia locale, più di quanto facciano gli investitori uomini.

Secondo la ricerca europea “Ostacoli e le opportunità per le donne Angel investing in Europa” si tratta di imprenditrici o manager di grande esperienza.

Leggi anche: Business Angel: le donne rappresentano il 23% del totale

L’identikit seconda la ricerca

Secondo la ricerca europea “Ostacoli e le opportunità per le donne Angel investing in Europa” si tratta di imprenditrici o manager di grande esperienza, tra 30 e 50 anni, che si dimostrano estremamente interessate all’impatto sociale delle imprese in cui investono. Posseggono un reddito elevato (il 45% con più di €100.000/ anno), e una su due ha fondato almeno un’impresa. Di coloro che l’hanno fatto, il 70% ha fatto un’exit e il potenziale di investimento su cui è puntano supera i €500.000 di asset investibili.

Inoltre, possiedono una spiccata propensione verso le startup al femminile: sono donne infatti che supportano il lavoro di altre donne. Sempre secondo lo studio, una su due è business angel da più di tre anni.

imprese-donne-situazione-attualeLeggi anche: Imprenditoria femminile: i finanziamenti agevolati per le donne

 Opportunità

La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo di 640 donne in 6 nazioni, nel contesto del programma Women Business Angels for European Entrepreneurs WA4E. Si tratta di un programma finanziato dall’UE che rappresenta un consorzio di organizzazioni partner da sei paesi europei e di cui fa parte anche IBAN (Italian business angel network). Il Presidente, Paolo Anselmo, mostra con orgoglio l’aver fatto parte di un progetto tanto importante: “Abbiamo aderito con entusiasmo ad un progetto europeo coordinato da Business Angels Europe perché riteniamo fondamentale sensibilizzare il pubblico femminile sulla professione dell’angel investor, ancora poco conosciuta. È importante iniziare a raccontare storie di successo di business angel donne che siano di esempio e ispirazione per le altre. Le angel investor non si limitano ha investire finanza ma danno anche un importante contributo manageriale alla crescita delle startup. Di conseguenza, la diversity all’interno della comunità di investitori, come ampiamente dimostrato per la governance delle imprese, non può che rappresentare un arricchimento in termini di opportunità, capacità e competenze a sostegno delle aziende ancora in fase di early stage”.

Le donne come valore aggiunto, come ricchezza, come qualità. Ecco perché le imprese si fidano delle business angel, che di fatto hanno ottenuto ottimi risultati. Anche se, purtroppo, si tratta di una professione ancora poco frequentata dalle donne. I motivi sono più che altro ascrivibili a molta disinformazione, in quanto si ritiene che il settore sia rivolto solo o prevalentemente agli uomini.

E pensare che diventare “Business angel” rappresenta un’ottima opportunità di restare aggiornate su imprese e tecnologia, oltre ad essere un modo utile di investire capitale nella società.

start up in rosa ecco le realtà più affermateLeggi anche: Donne e tecnologia: SheTech e la community tutta al femminile

Per continuare a crescere

Quali sono gli ostacoli affinché questa professione venga presa in maggiore considerazione?

Secondo l’indagine c’è davvero poca conoscenza del settore e pecca di modelli di business femminile da prendere come riferimento. Inoltre sono gli stessi consulenti finanziari a non farne parola, escludendo l’angel investing come opzione di investimento. Occorre quindi realizzare una campagna di comunicazione e sensibilizzazione mirata in tutta Europa, al fine di far conoscere la professione e mostrare case history di successo.

CONDIVIDI
Roberta Montella
Leggere le piace, scrivere ancor di più. Dopo due Università, un Master e numerose redazioni, è Content Editor di Business.it, un portale che esprime tutta la sua curiosità per i nuovi media e l’innovazione tecnologica. Adora il cinema, odia la superficialità. Usa la tastiera come tappeto magico per esplorare a fondo l’intero mondo digitale.