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Dpcm, il governo: “Nessuna chiusura anticipata per bar e ristoranti”

Niente chiusura per bar, ristoranti e locali e nessuna restrizione sugli orari. Da Palazzo Chigi smentiscono le indiscrezioni riprese negli ultimi giorni dalla stampa secondo cui nel nuovo Dpcm in arrivo questa settimana sarebbero state inserite delle restrizione agli orari per bar e ristoranti, ma anche la chiusura di alcune attività, come misura di contrasto alla diffusione dei contagi da coronavirus. Si attende ora la versione definitiva del testo, attesa per giovedì 8 ottobre.

Continuano, nel frattempo, ad aumentare i nuovi casi di coronavirus nel nostro Paese, con numeri che si fanno sempre più simili a quelli delle fasi più critiche dell’emergenza, il governo valuta misure più restrittive per contrastare l’epidemia. Per frenare la curva dei contagi, il governo non sembra voler ricorrere a chiusure anticipate di bar e ristoranti. Dovrebbe comunque in vigore il divieto di assembramento fuori dai locali.
Tra le novità, la più importante dovrebbe riguardare le mascherine, che andranno obbligatoriamente indossate anche all’aperto, come del resto già avviene in alcuni territori. In Sicilia, Lazio, Campania e Calabria, infatti, il dispositivo di protezione va portato anche per strada e non solo nei luoghi pubblici al chiuso. In Piemonte, invece, deve essere indossata nelle vicinanze delle scuole, nei parcheggi e in tutti i luoghi di attesa, salita e discesa del trasporto pubblico scolastico. In generale, per chi non rispetterà le nuove regole sono previste delle sanzioni decisamente salate, che potrebbero andare dai 400 ai 3 mila euro.Le nuove misure saranno illustrate nelle prossime ore dal ministro della Salute, Roberto Speranza, in Parlamento. L’esponente del governo riferirà anche sulla proroga dello Stato di emergenza fino al prossimo 31 gennaio 2021. “Abbiamo fatto un aggiornamento sul punto e abbiamo convenuto che allo stato della situazione, che richiede massima attenzione, andremo in Parlamento a proporre la proroga dello stato di emergenza ragionevolmente fino alla fine di gennaio”, aveva già confermato Conte.

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