Esteri

Ucraina, Draghi a Kiev insieme a Scholz e Macron

Il viaggio è confermato e c’è anche la data. Giovedì prossimo, 16 giugno, il presidente del Consiglio italiano si recherà a Kiev per incontrare il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky e offrirgli il sostegno del nostro Paese nella guerra contro la Russia di Vladimir Putin. Insieme a Draghi ci saranno anche il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il loro scopo è quello di parlare conZelensky prima della riunione del G7 in programma a fine giugno.

Draghi a Kiev

Che il trio composto da Draghi, Macron e Scholz si sarebbe recato presto in Ucraina era notizia nota già da qualche giorno. Questa mattina è il quotidiano La Stampa a svelare anche la data precisa del viaggio: sarà giovedì 16 giugno, come appena accennato. I tre leader dei maggiori Stati dell’Unione europea ribadiranno a Zelensky il pieno sostegno dell’Europa all’Ucraina nello scontro contro la Russia. Insomma, secondo il giornale torinese, la presenza del premier italiano al summit spezzerà il tradizionale asse diplomatico franco-tedesco.

Da ricordare infatti che il governo italiano è uno dei maggiori sponsor del rapido ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Anche se il percorso per Kiev si presenta ad ostacoli, visti i dubbi espressi da altri Stati membri come Olanda e Danimarca. L’intenzione di Draghi, spiegano da La Stampa, sarebbe però anche quella di discutere con l presidente ucraino dell’avvio di eventuali negoziati di pace con Mosca.

Il governo Zelensky però al momento non sembra per nulla intenzionato a concedere territori, come Donbass, Crimea e le altre regioni conquistate finora dall’armata russa. Le possibilità di arrivare a una rapida tregua sono quindi per ora ridotte al lumicino. Altra questione di cui i tre leader europei vorranno sicuramente discutere è quella dei corridoi necessari per esportare il grano ucraino. Visto il blocco dei porti del Sud del Paese da parte dei russi, l’Ucraina ha già stabilito due rotte terrestri attraverso Romania e Polonia. Alternative però totalmente insufficiente.

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