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L’allarme di Draghi: “Il futuro dei giovani è a rischio, bisogna fare di più”

“Il debito creato con la pandemia è senza precedenti e dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani. È nostro dovere far sì che abbiano tutti gli strumenti per farlo pur vivendo in società migliori delle nostre”, ha affermato Mario Draghi, intervenendo alla cerimonia d’apertura del Meeting di Rimini. Secondo l’ex presidente della Bce, l’unico modo per aiutare le nuove generazioni è un investimento concreto sulla loro formazione: “I sussidi finiranno e resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri”. L’intervento di Draghi si inserisce nel caos scuole, che in meno di un mese devono trovare un modo per ripartire e non sacrificare l’istruzione, già provata da 4 mesi di chiusura anticipata causa Covid. “Per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi”, ha accusato l’ex numero 1 dell’Eurotower in riferimento ai tagli alla scuola che si sono susseguiti e non sono più sostenibili.

“Dodici anni fa la crisi finanziaria provocò la più grande distruzione economica in periodo di pace” – ha proseguito Draghi -, abbiamo poi avuto una seconda recessione e un’ulteriore perdita di posti di lavoro. Si sono succedute la crisi dell’euro e la minaccia della depressione e della deflazione eppure superammo tutto ciò. Quando la fiducia tornava a consolidarsi, e con essa la ripresa economica, siamo stati colpiti ancora più duramente dall’esplosione della pandemia. Essa non minaccia solo l’economia” ha evidenziato Draghi “ma anche il tessuto della nostra società, diffonde incertezze, penalizza l’occupazione, paralizza i consumi e gli investimenti”.
“In questo susseguirsi di crisi, i sussidi che vengono ovunque distribuiti sono una prima forma di vicinanza della società a coloro che sono più colpiti e specialmente coloro che hanno tante volte provato a reagire. I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire, ai giovani bisogna però dare di più. I sussidi finiranno e se non si è fatto niente resterà la mancanza di una qualificazione professionale che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e i loro redditi futuri. Ma la società nel suo complesso – ha affermato l’ex presidente Bce – non può accettare un mondo senza speranza ma deve, raccolte tutte le energie e ritrovato un comune sentire, cercare la strada della ricostruzione”.“Nelle attuali circostanze il pragmatismo è necessario, non sappiamo quando sarà scoperto il vaccino né tantomeno come sarà la realtà allora; le opinioni sono divise, alcuni ritengono che tutto ritornerà come prima, altri vedono l’inizio di un nuovo cambiamento, probabilmente la realtà starà nel mezzo. In alcuni settori i cambiamenti non saranno sostanziali, in altri le tecnologie esistenti potranno essere rapidamente adattate, altri ancora cresceranno e si espanderanno – ha spiegato Draghi -. Ma per altri, un ritorno agli stessi livelli operativi che avevano prima della pandemia è quanto meno improbabile. Dobbiamo accettare l’inevitabilità del cambiamento con realismo e, almeno finché non si sarà trovato un rimedio, dobbiamo adattare i nostri comportamenti e le nostre politiche. Ma non dobbiamo rinnegare i nostri principi, dalla politica economica ci si aspetta che non aggiunga incertezza a quella provocata dalla pandemia e dal cambiamento, altrimenti finiremo per essere controllati dall’incertezza invece di essere noi a controllarla”.

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