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Draghi, il governo europeista e i calci in bocca ai sovranisti. Ora a Salvini piace molto

Sulla svolta di Salvini e della Lega si stanno spendendo fiumi di parole. Tra ironie sul web e attacchi politici e sui giornali, la questione è tra le più sorprendenti degli ultimi anni politici italiani. Dopo anni di “fuori dall’Europa, “basta Euro” e insulti ai “tecnocrati di Bruxelles”, il Capitano sembra essere rimasto folgorato da Draghi e di esserci convertito. Il premier incaricato infatti sta facendo un governo europeista in grado di unire popolari, socialdemocratici e verdi. Un’impresa più unica che rara. Draghi, quindi, sta dando solo calci in bocca ai sovranisti. E adesso, a quanto pare, a Salvini piace molto. Questo è il dato di fatto di questa ingarbugliata situazione.

A tal proposito, è interessante leggere alcune dichiarazioni rilasciate da Salvini a Il Tempo in una lunga intervista: “Conta il diritto degli italiani a tornare a vivere, non le formule politichesi. E nemmeno le etichette, come il gioco a chi è più europeista. I temi identitari torneranno quando vinceremo le elezioni e governeremo col centrodestra. Ora si tratta di salvare l’Italia dalla crisi legata alla pandemia e della ricostruzione. E basta tasse. Ho trovato incredibile il veto di Grillo contro la Lega: noi siamo il primo partito italiano e abbiamo risposto all’appello del capo dello Stato con senso di responsabilità e senza porre veti”.

Aggiunge Salvini: “A Grillo, che si preoccupa di ambiente e non vuole la Lega, ricordo che la tutela del territorio deve andare di pari passo con la crescita economica. Le regioni dove governa la Lega hanno i migliori risultati per raccolta differenziata e siti bonificati. Dire No alla Lega, in questo momento, significa dire No al Capo dello Stato. Gli italiani hanno fame di salute, lavoro e libertà. Penso si possano allentare i divieti, grazie al senso di responsabilità che la stragrande maggioranza dei cittadini ha sempre dimostrato. L’abbiamo già detto al professor Draghi”.

Conclude Salvini: “Mi auguro una gestione più razionale dell’emergenza: senza errori e cambi di idee settimanali, fughe di notizie, allarmismi, conflitti con le regioni. Ai cittadini non interessano le etichette: noi vogliamo difendere l’interesse dell’Italia. L’abbiamo sempre detto, lo diciamo e lo diremo. Credo che con Draghi l’interesse nazionale possa essere difeso meglio rispetto a quanto successo nell’ultimo anno”.

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