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Ddl Zan e diritti, Draghi vuole la svolta: “Basta disparità salariale uomo-donna”

Il premier Draghi ha voluto prendere posizione, in mezzo al caos dei partiti che discutono sul Ddl Zan. Il presidente del Consiglio è intervenuto sul tema dei diritti e, in particolare, sulla disparità salariale tra uomini e donne. E lo ha fatto lanciando un messaggio molto più ampio, che definisce il suo ruolo nel delicato dibattito che sta affrontando l’Italia in questi giorni. “Dobbiamo pretendere più informazioni da parte delle aziende sul divario salariale di genere. Governi e imprese devono lavorare insieme per superare queste disparità”, ha dichiarato. (Continua a leggere dopo la foto)

Quello di Mario Draghi non è altro che un segnale. Un modo per far intendere alle forza politiche la sua posizione riguardo alla tutela dei diritti e alle discussioni parlamentari sul Ddl Zan. Insomma, non c’è nulla di casuale nella sua esposizione proprio in questi giorni. Il presidente del Consiglio sceglie di stare al fianco delle donne e di chi subisce discriminazioni a causa, per esempio, del proprio orientamento sessuale. Riconosce il problema della disparità salariale, le difficoltà che molte donne sono costrette ad affrontare ancora oggi per realizzarsi nel mondo del lavoro. Un mondo nel quale ancora sono molto penalizzate. (Continua a leggere dopo la foto)

Solo alcune settimane fa, poi, il presidente del Consiglio Mario Draghi si era espresso sul tema dei diritti durante il duello che ha visto scontrarsi l’Europa che rincorre l’uguaglianza e quella della discriminazione guidata dall’ungherese Viktor Orban. In quell’occasione, infatti, il Premier aveva sottoscritto, insieme ad altri 16 leader europei, una lettera che sottolineava la volontà a perseguire una linea di inclusione e di lotta alle discriminazioni. Se a Bruxelles la lotta si combatte lungo il confine ideale che divide il continente in Est e Ovest, in Italia il tema dei diritti civili sta spaccando la maggioranza. Come già successo, e perfettamente in linea con il suo modus operandi, anche oggi Mario Draghi sceglie di non entrare direttamente dentro al dibattito. Tuttavia, fa sapere come la pensa a riguardo. E da che parte si schiera. (Continua a leggere dopo la foto)

“Sta a noi dare potere ad una nuova generazione di donne e costruire un mondo migliore e più equo”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Mario Draghi alla Terza Sessione Plenaria del G20 Empower. “Le aziende dovrebbero garantire che sia preselezionato per le candidature un numero sufficiente di donne qualificate. I governi possono fare di più per aumentare la presenza di donne nella scienza e nei settori correlati“, per superare le “significative disuguaglianze di genere nelle nostre società”. Ancora oggi, infatti, “le donne sono capi di Stato o di governo in soli 22 Paesi”. E “solo il 21,9% di tutti i ministri nel mondo sono donne”. (Continua a leggere dopo la foto)

Per questo anche Draghi chiede ai governi europei e alle imprese di impegnarsi di più per “superare queste disparità” rafforzando “i servizi per l’infanzia” e favorendo le madri lavoratrici. “Siamo ancora lontani dal raggiungere una reale parità di genere. Le decisioni che assumiamo oggi, però, determinano come la nostra società evolverà in futuro“, ha detto in conclusione.

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