DragonflEye droni

DragonflEye trasforma gli insetti in cyber-droni

1.1 K

Ad oggi è molto difficile capire quando saremo in grado di sviluppare degli insetti robotici capaci di emulare quelli esistenti in natura; per questo si stanno cercando di sviluppare delle tecnologie di controllo in modo da guidare e controllare gli insetti esistenti, un esempio è proprio DragonflEye.

DragonflEye navigazione, autonomia e controllo miniaturizzati

I ricercatori lavorano a tecnologie per il controllo degli insetti da molto tempo e i principali problemi da risolvere sono i seguenti:

  • Il peso e la dimensione del kit che deve essere trasportabile da insetti molto piccoli
  • Autonomia energetica
  • Autonomia di navigazione al di fuori di ambienti controllati
  • Interazione tra la tecnologia di controllo e l’insetto

Precedenti approcci non erano in grado di garantire adeguate dimensioni e autonomia; inoltre, non integravano nessun sistema di navigazione autonomo necessitando quindi la ricezione di comandi esterni per la navigazione.

DragonflEye ha voluto trovare una soluzione a questi problemi proponendo un approccio totalmente differente dal passato, quando si cercava di stimolare i movimenti degli insetti sfruttando impulsi elettrici, che, però non erano del tutto controllabili e spesso stimolavano anche altri neuroni oltre a quelli legati al movimento.

Gli ingegneri del team di DragonflEye hanno modificato il sistema nervoso delle libellule in modo che sia in grado di rispondere a stimoli sotto forma di impulsi luminosi. Queste tecniche rientrano nel campo dell’Optogenetica e permettono di comandare le libellule in modo da svolgere compiti prefissati.

Il progetto DragonflEye è sviluppato in collaborazione da Draper e l’Howard Hughes Medical Institute (HHMI) a Janaelia FarmGrazie all’uso e allo sviluppo di moderne tecniche innovative sono stati in grado di realizzare un micro-zainetto da applicare sopra le libellule.

DragonflEye_electronic_backpack
Foto ingrandita dell’elettronica dello zainetto DragonflEye prima che venga chiuso

Il problema del peso e delle dimensioni è stato risolto grazie all’utilizzo di micro pannelli solari per l’alimentazione dello stesso, in modo da poter inserire una batteria più piccola rispetto al passato; inoltre, grazie all’utilizzo delle tecniche optogenetiche, vengono eliminati gli elettrodi elettrici ottenendo un’ulteriore riduzione di spazio e peso.

Gli impulsi mandati dal DragonflEye alle libellule attivano un particolare neurone che fa da timone durante il volo della libellula, senza stimolare altri neuroni; in questo modo è possibile ottenere un volo predicibile e stabile. Il DragonflEye contiene anche un sistema di navigazione autonomo che permette il volo al di fuori di ambienti controllati e senza la necessità di comandi esterni.

Questo tipo di applicazione sembra davvero futuristica e, secondo i ricercatori che la stanno sviluppando, questo tipo di tecnologia potrebbe avere tantissime applicazioni innovative, come ad esempio l’impollinazione controllata, il monitoraggio di determinate zone e tanto altro.

Maggiori dettagli su questo device potrete trovarli su IEEE Spectrum. Per il futuro gli ingegneri pensano che questo tipo di tecnologia possa essere maggiormente miniaturizzata sviluppando appositi system-on-chip in maniera tale da allargarla all’uso con insetti più piccoli rispetto alle libellule.

 

CONDIVIDI
Marco Brachetti
Classe 1983, laureato in economia, ha iniziato il suo percorso giornalistico fin dall’adolescenza. Con una spiccata passione per la tecnologia e l’innovazione, ha collaborato con diverse riviste di settore. Adora i viaggi e le barche.