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E chi l’avrebbe mai detto? Mara la pasionaria azzurra adesso fa la “dura” con i gialloverdi

Mara Carfagna sul piede di guerra. Contro il governo gialloverde, che ha varato un documento economico definito “da Medioevo” dall’ex ministra forzista. Ma non solo: Carfagna si candida ad essere la frontwoman dura e pura dell’opposizione al governo Conte dalla rive droite, o da quello che ne rimane, ponendosi anche in contrasto con l’area del suo stesso partito che assume una posizione spesso troppo attendista nei confronti dell’attuale esecutivo.

La Pasionaria azzurra, dopo l’approvazione del DEF gialloverde, parla a nuora perché suocera intenda: si rivolge a Matteo Salvini – sulla carta ancora facente parte del centrodestra che, unito, ha preso più voti degli altri alla Politiche e che tenta il bis alle Amministrative – chiedendogli di affrancarsi dal M5S, ma di fatto il suo obiettivo è quella parte di elettorato che storce la bocca sull’operato dei gialloverdi. Per cercare di intercettarne il consenso, un un momento in cui Forza Italia è al minimo storico. E parte, ovviamente, dalle tematiche economiche di stretta attualità.

La vice presidente della Camera punta il dito sulla mancanza di programmi organici di investimento e sullo sforamento dei parametri del debito pubblico, liquidando la manovra finanziaria appena approvata come utile solo alla distribuzione di estemporanee di “mancette” che, a suo dire, incentiveranno il lavoro nero, graveranno sugli italiani attraverso l’aumento delle tasse e a breve termine dovranno per forza venire chieste indietro. “Salvini dica agli elettori da che parte sta” tuona la Carfagna, rimarcando la posizione “bipolare” della Lega, che si presenta alle Amministrative con i vecchi alleati ma che governa coi grillini.

 

Sullo sfondo incombono già le Europee. Il richiamo a Salvini, infatti, invitato ad attuare il programma del centrodestra e non quello del M5S, è però anche soprattutto un richiamo – e un monito – agli elettori, in vista delle prossime elezioni. È un tentativo, estremo come l’ennesima discesa in campo di Silvio Berlusconi, di portare acqua al mulino di Forza Italia stigmatizzando l’inaffidabilità della Lega davanti all’elettorato di destra. La campagna elettorale per le Europee, dove Lega e Forza Italia si troveranno su posizioni antitetiche, è appena cominciata.