Paolo Belli ha fatto recapitare una lettera alla madre di Alessandro Magnani, il 41enne morto dopo l’incidente del 13 luglio. Il messaggio è stato consegnato nel giorno dei funerali, per il tramite dei legali delle due famiglie, mentre Reggio Emilia si preparava a salutare per l’ultima volta l’uomo.
Il cantante risulta indagato per omicidio stradale, un atto dovuto nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia. Belli non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche e ha affidato le proprie parole al legale, l’avvocato Ghini.
Nella missiva indirizzata alla signora Lina, l’artista avrebbe espresso «vicinanza, partecipazione, solidarietà», manifestando anche il proprio «enorme dispiacere e dolore» per la scomparsa di Magnani.
Paolo Belli e la lettera consegnata nel giorno dei funerali
La lettera è arrivata alla famiglia in una delle giornate più difficili, quella dell’addio ad Alessandro Magnani. Nei giorni immediatamente successivi allo schianto, un confronto diretto sarebbe stato giudicato non opportuno, considerata la sofferenza dei familiari.
Il contatto è avvenuto quindi in forma riservata, con la mediazione dei rispettivi avvocati. Il testo integrale della lettera non è stato reso pubblico, ma il gesto costituisce il primo contatto ufficiale tra Paolo Belli e i familiari della vittima.
Reggio Emilia, in cinquecento per Alessandro Magnani
Circa 500 persone hanno partecipato ai funerali nella chiesa dell’Immacolata Concezione di Reggio Emilia. Magnani, 41 anni, era originario di Canolo di Correggio e la cerimonia ha riunito amici, parenti e conoscenti colpiti dalla sua morte.
Sul feretro sono stati deposti una maglia del Napoli, un pallone da pallavolo, la sciarpa della Reggiana e un album degli 883: simboli delle passioni che avevano accompagnato la sua vita. All’uscita della bara sono risuonate «Grazie mille» e «Gli anni» di Max Pezzali.
Durante l’omelia, don Davide Poletti ha ricordato Magnani con parole che hanno segnato la funzione: «Ovunque andasse creava una piccola fraternità».
La dinamica dell’incidente del 13 luglio e le indagini
Secondo la prima ricostruzione, il 13 luglio Alessandro Magnani stava uscendo da un’abitazione, dove aveva consegnato alcuni documenti, e si stava dirigendo verso la propria vettura. In quel momento si sarebbe verificato l’impatto con la bicicletta condotta da Paolo Belli.
Il 41enne è stato soccorso e trasportato in condizioni gravissime all’ospedale di Parma, dove è morto il giorno seguente a causa delle lesioni riportate. Gli accertamenti restano in corso per definire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Subito dopo l’incidente, stando a quanto emerso, il cantante sarebbe apparso profondamente scosso e avrebbe chiesto informazioni sulle condizioni dell’uomo. Nei giorni successivi ha mantenuto il silenzio pubblico, mentre i suoi legali avevano già comunicato l’intenzione di far giungere la vicinanza alla famiglia.
Autopsia su Magnani e stop alle attività di Paolo Belli
Gli avvocati della famiglia Magnani, Giuseppe Mosca e Pasquale Piccolo, hanno riferito che i primi esiti dell’autopsia avrebbero escluso patologie pregresse e l’ipotesi di un malore. «L’autopsia ha escluso il malore», hanno dichiarato, precisando che serviranno ulteriori approfondimenti istologici.
Il consulente tecnico nominato dai familiari ha spiegato che «sembra quasi certo il nesso di causalità tra la caduta e le lesioni che hanno provocato la morte». Si tratta di una valutazione che resta al vaglio degli investigatori e delle autorità giudiziarie, nel rispetto degli accertamenti ancora aperti e della presunzione di innocenza.
Nel frattempo, sul sito di Paolo Belli e di PB Produzioni è comparso l’avviso della sospensione delle attività artistiche fino a nuova comunicazione. Restano fermi il Summer Tour 2026 della Big Band e gli impegni previsti nelle prossime settimane, mentre l’inchiesta prosegue.