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Il vero volto dei gialloverdi: chi sono gli italiani che votano Di Maio e Salvini, la fotografia di un nuovo Paese

I sondaggi, croce e delizia di ogni partito che si rispetti, testo sacro da consultare nel momento del bisogno alla ricerca di un po’ di conforto o, di contro, del coraggio per cambiare rotta prima che sia troppo tardi. E che continuano a premiare il mondo di Lega e Cinque Stelle, partiti che sembrano avere ormai un appeal irresistibile sugli italiani, conquistati al momento di presentarsi alle urne nel corso dell’ultima tornata elettorale e ancora oggi convinti della bontà delle loro scelte. Ma chi sono, di preciso, i cittadini che sostengono la maggioranza gialloverde? A rivelarlo è una fotografia scattata da Itanes, un’indagine in un’Italia radicalmente diversa, oggi, da quella che eravamo abituati a conoscere.

Una ricerca che evidenza come il Pd abbia mantenuto un unico primato, rimanendo il partito preferito dagli ex sessantottini. Chi in quegli anni aveva circa 20 anni è ancora oggi largamente propenso al voto dem. Con Renzi & co. stanno oggi famiglie che hanno una buona condizione sociale mentre gli operai hanno voltato le spalle. Il loro voto, storicamente di sinistra, finisce invece ora ai due partiti populisti che animano la maggioranza: il 49,4% ha infatti appoggiato i Cinque Stelle. Sommando anche chi ha votato Lega, si arriva a oltre il 65%. La rilevazione è stata effettuata su un campione massiccio di undicimila persone, interpellate sia prima sia dopo le ultime elezioni. Dimostrando come il voto, oggi, sia sempre più diversificato in base al reddito.
I Cinque Stelle hanno incontrato un altissimo consenso tra i giovani compresi nella fascia 25-34 anni, molto meno tra chi è da poco diventato maggiorenne. Sono forti tra i diplomati (37%), nei centri sotto i centomila abitanti (35%), tra le casalinghe (41,9%), tra gli impiegati esecutivi (41%) e tra i disoccupati, mentre sono deboli tra lavoratori autonomi, liberi professionisti e “over 65”. Quasi all’opposto la Lega: escludendo il consenso condiviso degli operai, al Carroccio vanno di contro pochi apprezzamenti tra i laureati (12,6%) e tanti tra chi ha terminato gli studi dopo la scuola dell’obbligo (28,3%); basso tra gli studenti (12,2%) e più alto tra i sessantenni (21,9%); basso tra gli insegnanti (9,9%) e altissimo tra i lavoratori autonomi (28,7%).

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