Europa

Esercito comune europeo, la vicepresidente del Parlamento Picierno: “È inevitabile”

Con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladimir Putin si ripropone con forza il tema della costituzione di un esercito comune europeo. Sono anni che i vertici dell’unione europea e degli Stati che la compongono ne discutono. Ma fino ad ora non si è giunti a nessuna decisione concreta. Ora, dopo le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, della presidente del Parlamento Roberta Metsola, del presidente francese Emmanuel Maron e del premier italiano Mario Draghi, le cose sembra stiano cambiando rapidamente. Intervistata da Open, anche la vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno del Pd, conferma l’inevitabilità di un esercito comune europeo.

Esercito comune europeo

“Il punto dirimente riguarda il diritto di veto in politica estera e di difesa, che bisogna abolire subito, senza alcuna esitazione. – dichiara Pina Picierno a Open – È antistorico che le decisioni debbano essere prese all’unanimità. È un meccanismo procedurale che si scontra con la realtà perché determina paralisi e rallentamenti. Quando invece, oggi più che mai, servono decisioni tempestive affinché siano efficaci. Il conflitto in Ucraina è la dimostrazione più lampante ed evidente di questa esigenza”.

“Ciò che manca oggi è la costituzione di un esercito comune europeo vero e proprio. – spiega la Picierno – Non può esistere una difesa comune europea senza un esercito. Sia per un assunto logico che pragmatico. Il termine ‘esercito’ viene spesso utilizzato come spauracchio. Ma la verità è che avere una forza di difesa e di pace renderebbe autonoma l’Unione ai tavoli negoziali. Renderebbe protagonista la politica estera e avrebbe una capacità di intervento difensivo migliore. Una politica estera non supportata dalla condivisione di alcune strutture e apparati militari rischia di peccare di efficacia e di rivelarsi velleitaria”.

“Vedo interessi che vorrebbero un’Europa debole e priva di centralità politica. E Macron è il primo che vuole un’Europa più forte e autonoma. – sottolinea ancora la vicepresidente – La difesa comune europea e il suo esercito non saranno un ente autogestito, ma guidato in modo collegiale. Oggi le spese militari nazionali sono più alte, proprio perché su alcune materie manca il meccanismo di interscambio, di acquisti comuni e di razionalizzazione delle risorse. La Nato non verrebbe accantonata, ma sarebbe valorizzato il suo asset difensivo e la sua collegialità”, conclude Pina Picierno.

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