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“Ecco perché è crollato”. Sinner, i medici spiegano cosa gli è successo davvero

Jannik Sinner durante il malore al Roland Garros

Il crollo improvviso di Jannik Sinner sul campo del Roland Garros continua a scuotere il mondo del tennis. Dopo il malessere accusato dall’azzurro sotto il sole cocente di Parigi, la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) lancia un allarme sui pericoli derivanti dall’esposizione a temperature estreme durante lo sport ad alta intensità. Secondo gli esperti, l’episodio di Sinner è un chiaro segnale di come il caldo possa rappresentare un fattore critico per la salute degli atleti in competizioni prolungate.

La Sima aveva già evidenziato nei giorni precedenti al torneo i rischi legati alle condizioni climatiche particolarmente severe, che mettono in pericolo non solo i giocatori, ma anche raccattapalle e pubblico. “Il crollo di Sinner conferma i pericoli dell’attività sportiva con temperature elevate”, afferma il presidente della Sima, Alessandro Miani.

Gli specialisti sottolineano che il tennis diventa particolarmente rischioso quando si gioca sotto un clima estremo, a causa di molteplici fattori che pesano sull’organismo: esposizione continua al sole, sforzi intermittenti molto intensi, superfici che trattengono il calore, elevata umidità, scarsa ventilazione e tempi di recupero spesso insufficienti.

Secondo la Sima, i sintomi di Sinner rientrano in un quadro di stress termico che può provocare disidratazione, squilibri elettrolitici, crampi da calore, esaurimento fisico, sincopi e colpi di calore. Ma non solo.

Il caldo può infatti compromettere le capacità cognitive e motorie, causare perdita di lucidità, danni muscolari severi come la rabdomiolisi e, nei casi più gravi, danni renali acuti. La perdita di lucidità mostrata da Sinner, che da dominatore del match ha perso rapidamente la mobilità laterale, è stata particolarmente evidente agli osservatori.

La Sima precisa che non è sufficiente considerare solo la temperatura rilevata dalle stazioni meteo. Ciò che realmente incide è il “calore percepito” sul campo, influenzato da umidità, radiazione solare, vento, ombra e materiale della superficie di gioco.

Nel caso del Roland Garros, la terra rossa combinata con il sole diretto ha aumentato ulteriormente la sensazione di calore per gli atleti. “Non si può lasciare la tutela della salute al solo giudizio soggettivo del giocatore”, avverte Miani.

La necessità di protocolli rigorosi e interventi immediati

Gli esperti chiedono protocolli più severi per i tornei disputati con condizioni climatiche estreme. La Sima sollecita indicatori ambientali più dettagliati, formazione adeguata del personale medico e misure di raffreddamento pronte a intervenire prima della comparsa dei sintomi.

Il tema è sempre più urgente nel tennis moderno, con calendari intensi e temperature medie in crescita. “La domanda non è più se il caldo interferisca con la gara, ma quando il campo diventerà un ambiente pericoloso per chi gioca, lavora o assiste”, conclude Miani.

La sconfitta contro Cerundolo rischia di andare oltre il semplice risultato sportivo. Il malore di Sinner solleva interrogativi sulla preparazione atletica, gestione dell’idratazione e strategie alimentari adottate nei tornei con temperature elevate.

Quanto accaduto dimostra che anche il miglior tennista del mondo può trovarsi improvvisamente senza energie a causa del caldo estremo.

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