Cultura

Economiste italiane tra le migliori al mondo, ma nove su dieci lavorano all’estero

Tra le migliori economiste del pianeta, una su dieci è italiana. E quasi nessuna di queste ha una cattedra nel nostro Paese. Se si scorrono le prime cento economiste del pianeta per numero di pubblicazioni e citazioni sul Ranking Ideas (l’indice mondiale di prestigio per l’economia e la finanza), si scopre che ce ne sono ben dieci italiane e che tutte (tranne una) insegnano all’estero. Dei geni dell’economia che l’Italia ha regalato al mondo. Ma perché questo è accaduto e continua a succedere? In una sua intervista con Repubblica, l’economista Lucrezia Reichlin, considerata la più importante studiosa italiana al mondo nonché classificatasi quest’anno in dodicesima posizione sul Ranking Ideas, cerca di spiegare il motivo di questo fenomeno: “Quando mi laureai a Modena, i dottorati in Italia praticamente non esistevano. E una volta entrati nel circuito delle università straniere, difficilmente si tornava in Italia”. Secondo la Reichlin, l’Italia non è solo un Paese difficile per le economiste, ma proprio per le donne in generale, che mostra ancora arretratezza e misoginia culturale.

In vetta alla classifica economica spunta anche al 21esimo posto l’economista italiana Paola Sapienza, anche lei un genio trapiantato all’estero. La sua diagnosi sulla diaspora delle economiste italiane non si discosta di molto dal pensiero della sua collega Reichlin: “Ci sono molte ragioni per cui in accademia rimaniamo all’estero, a partire dai fondi ad un sistema più meritocratico”. Sapienza aggiunge che “chi pubblica di più e con maggiore impatto ha più successo all’estero, al di là delle relazioni personali e di altri elementi come un certo vassallaggio che nell’accademia italiana è purtroppo prevalente”. Come Reichlin, anche Sapienza ha l’impressione che l’Italia sia “più indietro ancora rispetto alla condizione femminile, come dimostrano le statistiche del Forum economico mondiale o della World economic survey”.
Per tutte le ragazze che sognano di imitare quei geni femminili dell’economia espatriate all’estero, Sapienza raccomanda di pensare che “coloro che hanno fatto bene in Italia e all’estero, spesso lo hanno fatto nonostante le barriere che il sistema ha imposto loro. Quindi bisognerebbe congratularle due volte”.

 

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