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Coronavirus in Ecuador, situazione tragica: i cadaveri vengono lasciati in strada

A Guayaquil, in Ecuador, la situazione è tragica. La città più popolosa del Paese è la più colpita dal coronavirus con un aumento impressionante di numeri di morti che non vengono contabilizzate nelle statistiche ufficiali. Un ritmo di oltre 300 decessi al giorno, fino a dieci volte la media abituale, quasi tutti morti senza che sia fatto loro il test del tampone. Come racconta La Stampa, “di fronte al diniego da parte delle imprese di pompe funebri di andare a rimuoverli molti hanno deciso di lasciare i cadaveri per strada, una distesa di morti che abbandonati per giorni. La sindaca Cynthia Viteri ha chiesto al governo di Quito l’autorizzazione per rimuoverli e ha allestito quattro grandi container per conservarli in attesa di trovare spazio nei cimiteri”.

All’inizio è circolata l’ipotesi di gigantesche fosse comuni, ma le proteste dei famigliari hanno fatto cambiare idea e da mercoledì una squadra speciale è al lavoro giorno e notte per scavare nuove fosse nei camposanti. “Dal cimitero Parque de la Paz – si legge su La Stampa – escono ogni giorno quattro auto che setacciano la città per ritirare i cadaveri. La stampa internazionale ha contribuito a fare luce su quello che sta succedendo in Ecuador. Il sistema sanitario è collassato, nessuno sta facendo l’esame per sapere se la persona è morta di Covid-19 o no.

Il presidente Lenin Moreno ha dovuto ammettere che la situazione è fuori controllo e che probabilmente i morti per il virus sono molti di più rispetto ai 150 contabilizzati nei registri ufficiali, una cifra già di per sé elevata se si considera che è la metà di quelli registrati in Brasile, che ha 15 volte gli abitanti dell’Ecuador. Guayaquil è la città dove il virus galoppa più velocemente e non è un caso trattandosi della capitale economica del Paese, snodo commerciale e del traffico nazionale e internazionale.

“Sono partite diverse campagne di raccolta di fondi, mobilitati anche i tantissimi emigrati negli Stati Uniti e in Europa, angosciati per la sorte dei loro cari. A Guayaquil i funerali venivano fatti spesso a distanza di una settimana dal decesso per permettere proprio l’arrivo dei famigliari dall’estero”. Oggi la lista d’attesa è ancora più lunga per trovare una fossa e non essere costretti ad abbandonarli in strada. E le immagini, che corrono veloci sui social, lasciano tutti senza fiato.

 

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