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Elezioni subito: Salvini e Di Maio non tornano indietro

Lega e Cinque Stelle sembrano davvero ormai al punto di non ritorno. Di mezzo c’è la Tav, sulla quale un accordo continua a non trovarsi. Intorno, tante altre incomprensioni venute al pettine tutte insieme. E la sensazione di una crisi imminente, sempre più difficile da scongiurare. Secondo Open, la testata lanciata da Enrico Mentana, quella delle elezioni anticipate è molto più di un’ipotesi, per una serie di motivi. A partire dal rapporto tra il Carroccio e il Presidente del Consiglio.

“La rottura principale, di cui nessuno parla, è quella del rapporto fiduciario tra Salvini e il premier Conte, fin qui considerato come l’elemento equilibratore tra gli interessi dei due capi politici, e il garante del famoso contratto. Ieri Conte ha spostato tutto il suo peso da una parte, quella No Tav, e simbolicamente ha spezzato la sua immagine super partes. Il rischio di crisi è quindi due volte reale: per la questione Tav, e per gli equilibri infranti”.
“Salvini entrò nell’alleanza di governo come ‘junior partner’, ma il suo peso è cresciuto con i numeri dei sondaggi. Oggi non ha più la stessa convenienza a stare in un governo in cui la parola finale spetta all’altra forza, con Conte schierato. Per questo dalle 18 di ieri 7 marzo, quando il premier ha concluso la sua irrituale conferenza stampa, gli esperti hanno cominciato a esaminare lo scenario crisi di governo”.“L’unico fatto certo è che in questo Parlamento non esiste una maggioranza di ricambio: Salvini non vuole tornare in braccio a Berlusconi, e Di Maio non ha nessun interesse a riaprire il ‘secondo forno’ col Pd, soprattutto ora che i sondaggi vedono le due forze più vicine nei consensi. Anche al Quirinale, si sta studiando l’ipotesi estrema: scioglimento delle Camere da parte di Mattarella e fissazione delle elezioni nella stessa data delle Europee, il 26 maggio. Fantascienza? No, è certo che la possibilità è già oggetto di studio, come eventualità da non scartare”.

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