Europa

Lilli Gruber torna in campo? Dalla tv alla politica: perché ora tutti parlano di lei

Perché ora tutti parlano di Lilli Gruber in vista delle elezioni europee? Dopo l’investitura di Rula Jebreal alla Leopolda quale candidata di Matteo Renzi per Bruxelles, ecco che un’altra celebre giornalista viene invitata a candidarsi alle prossime consultazioni per il rinnovo dell’Europarlamento. “Ho ascoltato e visto Lilli Gruber da Fabio Fazio. Penso che non ci siano candidati migliori di lei a guidare un vasto schieramento europeista e democratico alle elezioni europee”. Ecco quindi l’idea lanciata da Adriano Sofri in un editoriale sul Foglio.

“Perché lei?” continua Sofri nella sua lunga disamina. “Parecchie buone ragioni. Conosce il mondo e le sue lingue. L’Europa, di cui è stata buona parlamentare. L’altra sponda del Mediterraneo e il medio oriente, in cui è stata inviata ed efficace scrittrice. Ha una vastissima esperienza di figurine pubbliche, che per anni ha convocato alla sua tavola tenendo più o meno a bada la propria competenza mediamente molto superiore alla loro”.

Sofri ci tiene a ribadire che non potrebbe sostenere alle urne un’eventuale candidatura della conduttrice di La7, visto che, com’egli ricorda, è privato del diritto di voto. “Non devo sistemarmi” scrive, “e sono angosciato per i tempi che corrono”. Quindi ricorda il passato politico della Gruber: “Da candidata europea nel 2004 fece il pieno dei voti in ambedue le circoscrizioni in cui si era presentata. Se ne dimise nel 2008 per nostalgia del giornalismo, la sua vocazione”.“Mi piacerebbe sentire le obiezioni” chiede poi Sofri, dando per scontato che ve ne siano. “E’ antipatica? Può darsi, chi non lo è. Troppo settentrionale e raffinata per ascoltare e farsi ascoltare dalle famose genti del sud? Siete troppo pessimisti sulla gente del sud e su Gruber”. Ma il punto più interessante dell’arringa è: “Ha gestito il suo prestigioso programma in modo da favorire di fatto l’inconcepibile governo leghista-grillino? Penso anch’io di sì, in parte: è gran tempo di rimediare”.

Peculiare che Sofri tacci la Gruber di aver favorito il governo Lega-M5S, quando da moltissimi leghisti e grillini (nonché da gran parte della Destra italiana, anche estrema) viene vista come una specie di “belva” del Bilderberg sguinzagliata contro il “governo del popolo” o agente in missione per conto di Soros e dei “poteri forti”. Ciò detto, la Gruber senz’altro sarebbe una candidata fortissima e, ricordando l’exploit del 2004, quando batté lo stesso Silvio Berlusconi, siamo certi che farebbe sfracelli alle urne.

I fautori dell’imparzialità dei giornalisti (giustamente), tuttavia, auspichiamo che la brava Gruber declini l’invito di Sofri e resti al suo posto a Otto e mezzo continuando a sembrare “filogrillina” agli “antigrillini” e “filopiddina” agli “antipiddini”, il che è pur sempre segnale di giornalismo equidistante.

 

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