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Elezioni Israele, finito lo scrutinio: chi è avanti

Il blocco del premier Benjamin Netanyahu è in testa alle elezioni israeliane con 53 seggi su 120, contro i 48 dello schieramento guidato da Gadi Eisenkot, ma nessuno dei due raggiunge la maggioranza di 61 seggi alla Knesset. I partiti arabi hanno ottenuto 19 seggi, con un’affluenza senza precedenti nella comunità araba. Lo scenario è di stallo e non è escluso il ritorno alle urne. Altre notizie nella sezione esteri.

I numeri

Secondo gli ultimi dati dello scrutinio, il blocco di Netanyahu ottiene 53 seggi, in calo rispetto ai 64 del 2022, mentre lo schieramento di Eisenkot, leader di Yashar, si ferma a 48. I partiti arabi ottengono complessivamente 19 seggi, di cui 12 la Lista Unita e 7 Ra’am. Il Likud resta il primo partito, con 26 seggi secondo le prime stime, saliti a 27 nella versione finale riportata da una testata; Yashar ha 21 seggi. Per governare servono almeno 61 seggi su 120.

Il quadro politico

Né Netanyahu né Eisenkot hanno i numeri per formare un governo da soli. Le opposizioni e i partiti arabi, insieme, arriverebbero a 67 seggi, ma la somma, osservano le cronache, non equivale a un accordo politico. Netanyahu ha escluso una coalizione con i partiti arabi, mentre la polizia ha smentito le accuse del Likud secondo cui le elezioni sarebbero state «rubate» dai partiti arabi. Eisenkot ha invitato a non strumentalizzare politicamente le accuse di ingerenza straniera. Il presidente americano Donald Trump ha rivendicato il risultato del premier («tutto merito mio»).

I voti speciali

Al mattino del 29 ottobre, secondo Sky TG24, era stato scrutinato circa il 92,7% delle schede, con i voti speciali, cioè quelli di ospedali, zone di guerra e diplomatici all’estero, ancora in corso di conteggio: altre testate parlano di scrutinio concluso al 100%. I risultati definitivi sono quelli che verranno certificati dalla Commissione elettorale centrale e i seggi potrebbero variare di poco.

Cosa succede ora

Dopo la proclamazione dei risultati, il presidente israeliano affiderà l’incarico di formare il governo al leader con più possibilità di ottenere una maggioranza; se nessuno ci riesce, si potrebbe tornare a votare.

Cosa non è ancora noto

Non sono noti i risultati definitivi certificati, chi riceverà l’incarico né se si formerà una coalizione. Le informazioni potranno essere aggiornate.

Fonte: Commissione elettorale centrale israeliana, Sky TG24, Adnkronos, Il Giornale d’Italia, Virgilio, Domani

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