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Emilia-Romagna, il padre della candidata leghista: “Non voterò mia figlia”

Padre contro figlia, in una sfida epica ambientata nel cuore di una città spaccata, chiamata a un voto che suona già come difficilissimo da prevedere. Un caso che sta facendo discutere parecchio, quello andato in scena a Bologna, dove i vertici della Lega si sono riuniti al PalaDozza per lanciare la loro sfida alla conquista della Regione. L’incontro, a dirla tutta, non è andato proprio come da previsioni, con Salvini che ha faticato non poco a riempire gli spazi della struttura in passato simbolo della sinistra. E che è servito, però, a lanciare ufficialmente la candidatura di Lucia Borgonzoni.

A lei spetterà il difficile compito di tingere di verde una Regione storicamente rossa. Impresa non facile, considerando che la città ha già reagito alla calata leghista scendendo in piazza per ribadire la propria ferma opposizione al Carroccio e ai suoi piani di conquista. Tra i manifestanti, però, ce n’era uno che non è passato inosservato: si tratta di Giambattista Borgonzoni, il padre proprio di quella Lucia che invece è la punta di diamante della squadra di Salvini.
Padre contro figlia, dunque. Fino alla fine. Intervistato da Tpi, Giambattista ha chiarito così la sua posizione: “A mia figlia non contesto nulla, anche perché mi sembra che la campagna elettorale in Emilia non la stia facendo mia figlia ma Salvini. Auguro a lei ogni successo possibile pur cavalcando un cavallo sbagliato. Quello che contesto alla Lega e a Salvini è di venire in Emilia per affermarsi denunciando lo stato delle cose in Emilia, che è pari ai migliori lander tedeschi”.Borgonzoni senior ha poi attaccato la Lega: “Parliamo del Dio Po? Parliamo delle idee della Lega contro i meridionali? Parliamo della Lega che cavalca le problematiche dei 150mila Roma, ignorando che 100mila sono di passaporto italiano? Parliamo degli emigranti morti nel Mediterraneo? L’immigrazione è un enorme problema di cui l’Europa dovrebbe farsi carico, ma il nostro Salvini delle ruspette crede che il nostro paese possa affrontare un problema così grande da solo. Occorre più Europa”.

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