
La decisione del Consiglio dei Ministri di revocare l’autorizzazione al progetto del maxi impianto eolico previsto nell’area di Viterbo continua a far discutere e raccoglie il plauso di una parte del mondo politico locale. Tra le voci che hanno accolto con favore il provvedimento c’è quella di Luisa Ciambella, coordinatrice regionale del Movimento Lista Civica Rocca Presidente – Per il Bene Comune, che ha definito la scelta del Governo un passaggio importante per la tutela della Tuscia e delle sue peculiarità ambientali e paesaggistiche.
Secondo Ciambella, il provvedimento rappresenta un segnale chiaro a favore della salvaguardia del patrimonio ambientale, del paesaggio e dei beni culturali del territorio. La coordinatrice ha sottolineato come la contrarietà al progetto non debba essere interpretata come una posizione ostile alle energie rinnovabili, ma come la richiesta di un approccio più equilibrato nella pianificazione degli impianti energetici. A suo giudizio, la Tuscia avrebbe già sostenuto negli anni un peso particolarmente elevato sotto questo profilo.
Il territorio viterbese, infatti, concentra una quota molto significativa degli impianti alimentati da fonti rinnovabili presenti nel Lazio. Una situazione che, secondo l’esponente del movimento civico, si sarebbe consolidata nel corso degli anni e che avrebbe trovato particolare sviluppo durante le precedenti amministrazioni regionali di centrosinistra. Da qui la richiesta di affrontare la transizione energetica con maggiore attenzione alle caratteristiche dei territori coinvolti.
Ciambella ha ricordato anche le iniziative promosse negli anni dal Movimento Per il Bene Comune sul tema. Tra queste, la richiesta di una moratoria per fermare la realizzazione indiscriminata di nuovi impianti e consentire una pianificazione più organica. Ha inoltre richiamato il sit-in organizzato davanti all’area archeologica di Ferento contro un grande progetto fotovoltaico, considerato incompatibile con il valore storico e paesaggistico del sito.
Nel suo intervento, la coordinatrice ha attribuito un ruolo importante anche all’attuale amministrazione regionale guidata da Francesco Rocca, sostenendo che la Regione Lazio abbia assunto una posizione più rigorosa nella tutela delle aree sensibili. Per Ciambella la sfida dei prossimi anni sarà quella di coniugare sviluppo energetico e protezione del territorio, evitando che la Tuscia venga trasformata senza tenere conto delle sue vocazioni naturali, agricole e culturali. «Difendere la Tuscia – ha concluso – significa difendere il futuro delle comunità che la abitano e delle prossime generazioni».