
Le partenze per le vacanze diventano più costose. Sulla rete autostradale il gasolio supera i 2,21 euro, mentre la benzina oltrepassa la soglia dei 2 euro. Lo sconto sulle accise è terminato e, per il momento, non è stato rinnovato.
L’estate si fa sempre più pesante per gli automobilisti italiani. Proprio nel periodo caratterizzato dal maggior numero di spostamenti, i prezzi dei carburanti hanno ripreso a correre, trasformando il rifornimento in una spesa particolarmente impegnativa per famiglie, pendolari e lavoratori.
Secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e aggiornati al 23 luglio 2026, sulla rete stradale nazionale la benzina in modalità self service ha raggiunto una media di 1,957 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 2,141 euro al litro. Rispetto al giorno precedente, l’aumento è stato di 0,8 centesimi per la benzina e di 1,7 centesimi per il diesel.
Quanto costa oggi fare il pieno
Tradotti in cifre concrete, i nuovi listini comportano una spesa di circa 97,85 euro per 50 litri di benzina. Per un pieno della stessa quantità di gasolio servono invece poco più di 107 euro.
La situazione diventa ancora più onerosa lungo le autostrade, dove il prezzo medio self della benzina è arrivato a 2,048 euro al litro, mentre quello del diesel ha toccato 2,213 euro. Un rifornimento da 50 litri costa quindi circa 102,40 euro per la benzina e 110,65 euro per il gasolio.
La differenza tra rete ordinaria e autostrada può pesare per diversi euro su ogni pieno. Per chi deve affrontare lunghi tragitti, scegliere con attenzione il distributore diventa quindi un modo concreto per contenere almeno in parte il costo del viaggio.
Terminato lo sconto sulle accise
A incidere sull’attuale andamento dei prezzi è anche la conclusione dell’intervento fiscale introdotto nei mesi precedenti per fronteggiare la crisi energetica. L’ultima riduzione delle accise, pari a 5 centesimi al litro sia per la benzina sia per il gasolio, era stata applicata dal 7 giugno al 3 luglio 2026. Dal giorno successivo le aliquote sono tornate ai livelli ordinari.
Alla fine di giugno, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva spiegato che il miglioramento temporaneo dei prezzi rendeva non più necessario proseguire con lo sconto. L’andamento registrato nelle settimane successive ha però riacceso le richieste di un nuovo intervento, soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori.
Al momento, tuttavia, non risulta approvata una nuova proroga. Gli automobilisti devono quindi fare i conti con la fiscalità tornata a regime e con listini nuovamente orientati al rialzo.
Vacanze più care per milioni di italiani
L’aumento arriva in una fase particolarmente delicata. Tra partenze, rientri, fine settimana e spostamenti verso le località turistiche, luglio e agosto sono tradizionalmente mesi di intenso utilizzo dell’automobile.
Il rincaro non riguarda soltanto il singolo pieno. Su un viaggio lungo, che può richiedere più rifornimenti, la differenza diventa significativa e si aggiunge alle spese per pedaggi, pernottamenti e servizi turistici. La pressione è ancora maggiore per chi utilizza quotidianamente un veicolo diesel per motivi professionali o vive in zone scarsamente servite dai mezzi pubblici.
Cosa può accadere nelle prossime settimane
L’evoluzione dei prezzi dipenderà principalmente dall’andamento dei mercati energetici internazionali, dai costi di raffinazione e distribuzione e dalle eventuali decisioni del Governo in materia fiscale.
Per il momento, il dato più evidente è che il diesel ha superato stabilmente quota 2 euro e mantiene un prezzo sensibilmente superiore a quello della benzina. Nel cuore della stagione estiva, il pieno torna così a rappresentare una delle voci più pesanti nel bilancio delle vacanze degli italiani.