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Età massima per guidare: l’UE cambia le regole. Cambiamento già in vigore

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  • Luigi 

Nel 2025 il tema dell’età massima per guidare è tornato con forza al centro del dibattito europeo. Le nuove regole già operative nell’Unione Europea nascono dall’esigenza di aumentare la sicurezza sulle strade in una società sempre più anziana, ma non seguono un modello unico. Ogni Paese ha scelto una strada diversa, alternando controlli sanitari obbligatori, assenza di limiti anagrafici e valutazioni personalizzate delle reali capacità di guida.

In diversi Stati membri l’attenzione si concentra soprattutto sugli automobilisti più anziani. In Paesi come Italia e Spagna, superata una certa soglia di età, sono previsti accertamenti medici periodici per il rinnovo della patente, con intervalli che si riducono progressivamente con l’avanzare degli anni. L’obiettivo dichiarato è verificare vista, riflessi e condizioni psicofisiche, ritenute determinanti per una guida sicura.

Una posizione diversa è stata ribadita dalla Francia, che continua a escludere l’introduzione di un limite massimo di età. Con l’aggiornamento del Codice della Strada del marzo 2025, la patente resta valida senza scadenze legate all’età anagrafica. Le autorità possono però intervenire chiedendo controlli medici qualora emergano dubbi sulla capacità di guidare. In questo contesto viene privilegiato il principio della responsabilità individuale, invitando comunque i conducenti anziani a monitorare con attenzione le proprie condizioni fisiche e cognitive.

Lo stesso approccio è condiviso anche da altri Paesi europei come Germania, Paesi Bassi, Belgio e Polonia, dove non esistono limiti di età per stare al volante. In queste realtà, però, il confronto resta aperto e si discute sull’opportunità di rafforzare le misure di prevenzione, puntando su controlli sanitari facoltativi, corsi di aggiornamento e campagne di sensibilizzazione dedicate alle fasce più mature della popolazione.

Nei Paesi dell’Europa centro-orientale il quadro è simile: l’assenza di limiti anagrafici convive con una riflessione sempre più frequente sull’adeguamento dei controlli medici, alla luce delle esigenze di sicurezza stradale. Nel complesso, il panorama europeo appare frammentato e privo di uno standard comune, con norme che cambiano sensibilmente da uno Stato all’altro.

I numeri raccolti nel corso del 2024 mostrano una situazione articolata. Gli automobilisti oltre i 75 anni, pur guidando in media il 40% in meno rispetto ad altre fasce di età, presentano un rischio più elevato di incidenti se rapportato ai chilometri percorsi. Allo stesso tempo, i giovani tra i 18 e i 25 anni risultano coinvolti nel 22% degli incidenti mortali, nonostante una minore presenza alla guida. I conducenti più esperti, invece, tendono a rispettare maggiormente i limiti di velocità e a commettere meno infrazioni legate all’abuso di alcol. Su questo punto il professor Guérin, specialista in geriatria, ha sottolineato che “il processo di invecchiamento sia individuale: un ottantenne può essere in condizioni migliori di un cinquantenne con patologie croniche”.

Accanto alle norme, un ruolo sempre più centrale è svolto dalla tecnologia. I veicoli di nuova generazione offrono sistemi di assistenza pensati anche per supportare i guidatori anziani, come il parcheggio assistito con telecamere a 360 gradi, i sensori per il rilevamento della stanchezza, gli avvisi di superamento involontario della corsia e la frenata automatica d’emergenza. Soluzioni che aiutano a mantenere autonomia e sicurezza. Nel 2024 la diffusione di auto dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida è cresciuta del 17%, confermando un trend in costante espansione nel settore automobilistico.

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