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Fazio non perdona Morisi: “Non basta chiedere scusa”

Fabio Fazio torna in televisione con Che tempo che fa. La prima puntata stagionale del talk show va in onda su Rai 3 domenica 3 ottobre. Il conduttore e i suoi autori decidono di lasciare molto spazio alla cultura. Soprattutto musica con gli inviti al chitarrista dei Queen Brian May, a Orietta Berti e a Fedez. Poca politica dunque nella prima di Ctcf. Tanto è vero che il conduttore non fa nessuna domanda al rapper sulla furiosa polemica con la Rai del Primo maggio scorso. Vero che tra gli ospiti c’è anche il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza pandemica. Ma anche con lui i toni si mantengono soft.

Fabio Fazio

È alla vigilia della trasmissione, invece, che Fazio entra a gamba tesa nella polemica politica pubblicando un tweet molto duro contro Luca Morisi. Mancano poche ore all’avvio della nuova stagione di Che tempo che fa. I collaboratori del programma sono impegnati a lanciare gli argomenti della serata sui media e sui social. È così che la redazione di Ctcf pubblica un Tweet che riporta un virgolettato di Fabio Fazio, subito condiviso dal conduttore.

“Da parte mia non ci sarà mai nessun tipo di scortesia nei confronti di Morisi. – dichiara Fazio mostrando una iniziale compassione – In questo momento e quando uno si trova una vicenda così grave, bisogna avere rispetto. Ma – ecco l’affondo del giornalista – trovo che sia estremamente più grave che abbia contribuito in questi anni a creare un danno culturale. La costruzione di una violenza verbale inaudita contro gli altri è stata grave. Non basta chiedere scusa”, conclude.

“Parole di Fabio Fazio allo Specchio”, così si legge nel cinguettio di Ctcf, che provoca una serie di reazioni. Il primo a rispondere al tweet di Fazio è Elio Vito. Mah, mi sorprende Fazio. – commenta il deputato di Forza Italia – La vicenda non è grave, diventa “così grave” solo per l’ipocrisia della Lega e di Salvini. Cosa sarebbe grave, l’omosessualità, il consumo di droga? E la responsabilità politica delle campagne social è sempre del partito che le fa non del social manager”.

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