Facebook: in futuro potremo scrivere col pensiero (e ascoltare con la pelle)

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L’ultima conferenza degli sviluppatori di Facebook, la F8 2017, appena conclusasi, ha lasciato molti a bocca aperta: tra le novità annunciate, infatti, c’è quella che scienziati e ingegneri hanno chiamato “comunicazione vocale silenziosa”, ovvero la possibilità di scrivere col pensiero.

È l’idea a cui sta lavorando un team di 60 ricercatori del Building 8, il laboratorio di ricerca della Facebook Inc., costituito appositamente per dedicarsi a progetti riservati e capitanato da Regina Dugan, ex Direttore del DARPA ed ex dirigente Google, attualmente vicepresidente di Facebook.

Sicuramente un progetto rivoluzionario, ai limiti della fantascienza, ma che la Dugan e lo stesso Mark Zuckerberg considerano realizzabile nel breve periodo. “Nei prossimi due anni costruiremo sistemi che dimostrano la possibilità di digitare a una velocità di 100 parole al minuto – cinque volte più rapidamente di come si può scrivere su uno smartphone – decodificando l’attività neurale dedicata al discorso”, ha scritto Regina Dugan in un post sul social.

Le ha fatto eco Zuckerberg, sostenendo che l’obiettivo finale è quello di inserire questa tecnologia in un “dispositivo indossabile che possa essere prodotto su larga scala. Anche un semplice ‘click mentale’ sì/no potrebbe aiutare a sentire cose come la realtà virtuale in modo più naturale”.

Scrivere col pensiero: i risvolti pratici

La possibilità di scrivere col pensiero presuppone un cambiamento sostanziale nel modo di comunicare e conversare. Si potrebbe obiettare che il meccanismo non permette di fare una selezione dei pensieri, lasciando “allo sbando” sul social tutto ciò che ci passa per la mente. In realtà, il dispositivo sul quale i ricercatori stanno lavorando è pensato per decodificare pensieri specifici: un po’ come avviene quando si hanno molte foto e si decide quali condividere.

scrivere col pensiero-facebook

Alla stessa maniera, nella molteplicità dei nostri pensieri, potremo decidere quali condividere, basandoci sulla decodifica delle ‘parole chiave’ che abbiamo inviato allo ‘speech center’ del nostro cervello.

Lo scopo ultimo del dispositivo indossabile sarà dunque quello di fungere da tramite tra il pensiero e la sua attuazione pratica – lo scrivere col pensiero, appunto – affidandosi a quell’area del cervello che controlla il linguaggio.

Senza alcun dubbio, le implicazioni pratiche immediatamente riscontrabili di questa rivoluzione tecnologica riguardano le possibilità offerte a quei malati che, per motivi di varia natura, non sono più in grado di comunicare in maniera naturale: scrivere col pensiero semplificherebbe oltremodo la loro capacità di espressione.

Non solo scrivere col pensiero, ma anche ascoltare con la pelle

Il secondo, futuribile, progetto che il team di Building 8 ha svelato riguarda la capacità di recepire il linguaggio attraverso la pelle. ”Sul nostro corpo abbiamo due metri quadrati di pelle, che è piena di sensori collegati al cervello. Nel diciannovesimo secolo, Braille ci ha insegnato che possiamo interpretare piccoli segni su una superficie come un linguaggio.” , ha ancora affermato la Dugan. Da qui l’idea che la pelle possa fungere da ricettore ottimale per veicolare il linguaggio e la comunicazione.

Le conversazioni del futuro, quindi, si baseranno su una sempre maggiore interazione uomo-macchina e scrivere col pensiero diventerà una realtà più presto di quanto potremmo immaginare.

Tutto starà a non farsi soggiogare dalla tecnologia, ma a farne un uso consapevole e mirato.

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