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Federica Torzullo, trovato cadavere: la notizia sul marito è appena arrivata

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  • Luigi 

Dopo giorni di angoscia e appelli, il destino di Federica Torzullo sembra essersi chiarito nel modo più tragico. La mattina di domenica, nella zona industriale alla periferia di Anguillara, l’attenzione delle forze dell’ordine si è concentrata su un capannone di via Comunale San Francesco, sede operativa della ditta riconducibile a Claudio Carlomagno. Proprio lì, sotto strati di terra e materiali di risulta, i carabinieri hanno individuato un corpo sepolto, a poca distanza dall’abitazione di via Costantino dove la coppia viveva. Il ritrovamento pone fine a undici giorni di ricerche della donna, quarantunenne scomparsa l’8 gennaio, e segna una svolta decisiva nell’inchiesta.

Le prime fasi dello scavo hanno restituito una scena di forte impatto. Durante le operazioni, gli investigatori hanno notato “una mano che spunta da un cumulo di detriti”, particolare che ha fatto scattare immediatamente le procedure previste in caso di rinvenimento di resti umani. Da quel momento l’area è stata isolata e messa in sicurezza, mentre venivano attivati i reparti specializzati.

L’intervento nel capannone è stato il risultato di un’accelerazione improvvisa delle indagini maturata nella tarda serata di sabato. Nel corso di un confronto tra gli inquirenti sono state rivalutate alcune incongruenze emerse nei giorni precedenti, che hanno portato a concentrare nuovamente l’attenzione sui luoghi abitualmente frequentati dal marito della donna. In particolare, sono stati analizzati con attenzione gli spostamenti dell’uomo nella mattinata del 9 gennaio, poche ore prima della formalizzazione della denuncia di scomparsa. Una scelta investigativa che si è rivelata decisiva.

Mentre il ritrovamento veniva confermato, Claudio Carlomagno è stato raggiunto dai carabinieri presso l’abitazione dei genitori, in via Tevere, dove si trovava temporaneamente. L’uomo è stato accompagnato negli uffici della stazione di Anguillara per essere ascoltato. Al momento non risulta emesso un provvedimento di fermo, ma la sua posizione è attentamente valutata dagli investigatori. Le attività sono coordinate dal sostituto procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, che sta seguendo personalmente ogni fase dell’inchiesta per chiarire se si tratti di un caso di femminicidio.

Nel deposito industriale, intanto, proseguono senza sosta i rilievi. Gli specialisti del Ris lavorano con estrema cautela per documentare la scena, preservare eventuali tracce biologiche e raccogliere ogni elemento utile. Il recupero del corpo avviene con la massima prudenza, per evitare di alterare lo stato dei resti, che saranno trasferiti all’istituto di medicina legale. Sarà l’autopsia a stabilire con certezza l’identità del cadavere e a chiarire le cause e il momento del decesso.

L’intera area della ditta è stata transennata e sottoposta a controlli approfonditi. Gli investigatori stanno cercando eventuali strumenti compatibili con lo scavo e l’occultamento, mentre cresce l’attesa dei familiari, che fino all’ultimo avevano sperato in un allontanamento volontario. Ora, però, l’ipotesi di un delitto maturato in ambito domestico appare sempre più centrale, anche alla luce del luogo del ritrovamento.

Parallelamente agli scavi, le indagini proseguono su altri fronti. Vengono analizzati i tabulati telefonici e le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona industriale, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio ogni passaggio della giornata del 9 gennaio. Proprio quella data rappresenta un punto chiave dell’inchiesta, poiché coincide con gli ultimi movimenti noti della funzionaria delle Poste, stimata dipendente del Centro meccanografico di Fiumicino.

Dopo l’individuazione dei resti, sul posto sono arrivati anche gli uomini del Nucleo investigativo di Ostia e della sezione Rilievi, che stanno passando al setaccio ogni centimetro del capannone. L’isolamento dell’area consente di operare in un contesto estremamente delicato, dove anche il più piccolo dettaglio nel terreno può contribuire a chiarire le ultime ore di vita della donna.

L’attività investigativa resta in pieno svolgimento e nelle prossime ore potrebbero emergere nuovi elementi utili a definire la dinamica dei fatti. Resta da accertare se il corpo sia stato occultato con l’aiuto di altre persone o se tutto si sia consumato all’interno della sfera privata e lavorativa legata alla ditta. Intanto, la comunità di Anguillara attende risposte definitive, mentre l’inchiesta entra nella sua fase più delicata.

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