
Vittorio Feltri esprime un giudizio netto sul momento politico di Giorgia Meloni a seguito della sconfitta nel recente referendum, descrivendo un cambiamento repentino e inatteso nella leadership del centrodestra. Intervistato dal Fatto Quotidiano, Feltri definisce l’attuale fase come una «reazione scomposta» che riflette uno smarrimento interno al governo.
Un mutamento politico improvviso
Nel corso dell’intervista, Feltri sottolinea come il mutamento osservato in Meloni sia tale da risultare difficile da commentare: «Un mutamento talmente improvviso e inatteso che non riesco neanche a commentarlo», afferma. L’analogia con il referendum costituzionale del 2016, che coinvolse Matteo Renzi, è immediata. Feltri ricorda che Renzi, dopo la sconfitta, perse rapidamente consenso: «Giusto. Renzi volava, poi dopo quella sconfitta è diventato un mezzo pirla. Tuttora rimane un coglioncione agli occhi di molti».
Le critiche e le battute di Feltri
Alla domanda su come Meloni possa recuperare, Feltri risponde con ironia: «Votarsi a Sant’Antonio», frase che sottolinea la difficoltà della situazione politica attuale. Tuttavia, esclude che la premier possa essere rimossa nel breve termine, osservando come la sua leadership rimanga stabile nonostante le difficoltà.
Il ruolo di Daniela Santanchè e altre considerazioni
Feltri dedica un passaggio a Daniela Santanchè, definendola «una furbacchiona» che ha beneficiato della protezione politica senza esporsi pubblicamente. Il giornalista racconta inoltre un aneddoto personale riguardo alle spese per le cene: «A cena ho sempre pagato io, è una cosa a cui sono purtroppo abituato».
Le tensioni nel centrodestra e le ultime dichiarazioni
Non risparmia infine critiche a Andrea Delmastro, commentando le sue scelte imprenditoriali con la frase: «Ci sono anche persone intelligenti che fanno cose cretine». Sul tema della giustizia, Feltri si limita a definire la questione «una gran rottura di coglioni», senza approfondire ulteriormente.
L’intervista restituisce l’immagine di un centrodestra attraversato da tensioni crescenti, con alcune voci interne che iniziano a prendere le distanze dalla linea ufficiale con toni finora inusuali.