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“Quello che hanno in mezzo alle gambe…”. Il leghista e le frasi choc sulle donne in politica

Una nota del deputato della Lega all’Assemblea regionale siciliana, Vincenzo Figuccia, ha subito fatto il giro dei social e dei quotidiani online scatenando ira e indignazione. Frasi assolutamente vergognose e sessiste. Intollerabili. Cosa ha detto? Le sue parole: “Assistiamo in queste ore ad una polemica del tutto sterile e pretestuosa sulla composizione del governo regionale e sulla presenza di donne nel governo. Ciò che conta non è ciò che gli assessori hanno in mezzo alle gambe ma ciò che hanno in mezzo alle orecchie. E soprattutto come lo usano per il bene dei siciliani”. Parole che hanno fatto esplodere una bufera.

Il deputato della Lega Figuccia è stato accusato di sessismo, per aver minimizzato la questione dell’esclusione delle quote rosa dalla giunta Musumeci, dopo il rimpasto voluto dal governatore. Ora tutti i 12 assessori della sua squadra di governo sono uomini: è stata rimossa Bernadette Grasso, responsabile delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, e al posto è arrivato Marco Zambuto. E questo nonostante l’Ars abbia approvato lo scorso giugno una legge che garantirebbe il 30 per cento di alternanza di genere in giunta. Norma di cui Musumeci e i suoi sembrano essersi dimenticati.

Intervengono subito le assessore e le consigliere comunali della rete dei Cento passi per la Sicilia: “Ora il linguaggio sarà censurato, ci auguriamo, dal presidente dell’Ars e dall’intera Assemblea regionale. Ma la parte peggiore di questa, eufemisticamente infelice, dichiarazione sta nel fatto che in Sicilia, purtroppo, il sesso con cui si nasce conta. E conta molto. Conta quando si paga una donna meno di un uomo (in Sicilia ben peggio del già vergognoso 11,2% di divario nazionale). Conta quando si guardano le statistiche sull’occupazione, con il record europeo di disoccupazione femminile. Conta quando si deve scegliere un incarico di vertice che, guarda caso, non vede mai una donna proposta (meno del 10% delle nomine regionali alla presidenza di un cda). Insomma ‘quel che si ha tra le gambe’ in Sicilia – si legge ancora nella nota – conta eccome. E sarebbe bene che il deputato Figuccia riflettesse su questo”.

Figuccia, in modo inopportuno e offensivo, ha negato il problema della disparità di genere, che in Sicilia, in alcuni casi anche più del resto d’Italia, si fa ancora sentire, a tutti i livelli. Sinistra Comune va all’attacco: “Le dichiarazioni del signor Figuccia sono imbarazzanti, espressione del peggiore maschilismo, indegne di un rappresentante della più prestigiosa istituzione della Sicilia. Figuccia deve immediatamente dimettersi: la sua concezione delle donne rappresenta un oltraggio alla dignità della persona e delle istituzioni. Ridurre la differenza tra uomo e donna agli organi genitali è espressione di una cultura che umilia non solo le donne ma anche gli uomini. Invitiamo il presidente dell’Ars ad assumere una posizione formale”.

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