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Finisce l’epoca dei “porti chiusi”: Salvini accetta anche i nuovi decreti sicurezza

Matteo Salvini è ormai pronto a tutto pur di entrare a far parte del nascente governo Draghi. Lo ha spiegato in maniera chiara nel corso delle ultime ore, quando la Lega ha piano piano fatto passi indietro praticamente su tutti i fronti. Compresa quell’immigrazione che, pure, è stata a lungo cavallo di battaglia principale del partito. E che ora, invece, pare più che sacrificabile pur di partecipare all’esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce.Salvini ha ribadito ancora una volta il concetto nel corso di un’intervista rilasciata ad Avvenire, durante la quale il leader del Carroccio ha confermato la volontà di non porre alcun tipo di diktat o veto a Draghi. Al quotidiano della Cei, l’ex ministro degli Interni ha infatti spiegato: “A me basta, a legislazione vigente, una politica seria di controllo e verifica di chi entra nel Paese”.Salvini ha chiarito anche che non chiederà a Draghi di tornare ai suoi decreti Sicurezza, superati con l’ultimo approvato dal governo giallo-rosso: “Non stiamo a smontare e rimontare decreti” ha aggiunto il leader della Lega. Anticipando, così, di essere disposto ad accantonare definitivamente i suoi vecchi provvedimenti-simbolo.s

Nei giorni scorsi, il senatore leghista aveva anticipato il cambio di passo sull’immigrazione. Prima del secondo giro di consultazioni con Mario Draghi, aveva detto infatti che avrebbe proposto al premier incaricato di gestire le politiche migratorie sulla base delle regole europee: “A noi va bene che l’immigrazione in Italia sia trattata com’è trattata in Francia e in Germania. Con le stesse regole”.

Tifare per Bentivogli è giusto. Perché sarebbe un buon ministro dello sviluppo economico