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Fiorella Mannoia, duro attacco a Salvini: “È il ministro della paura. Alimenta odio”

Continuano gli attacchi nei confronti di Matteo Salvini da parte del mondo dello spettacolo e soprattutto della musica. Questa volta ad accusarlo è stata Fiorella Mannoia. E il leader della Lega ha prontamente reagito sul suo terreno, quello dei social. Non si placano gli animi nei confronti del leader della Lega, dunque. Sono infatti molti i personaggi del mondo dello spettacolo e della tv che in questi giorni si stanno scagliando contro il leader della Lega.

Salvini è accusato, oltre di essere razzista, di fomentare l’odio nei confronti dei migranti per puri scopi e fini elettorali. L’ultima in ordine di tempo ad attaccare il ministro dell’Interno è stata la cantante Fiorella Mannoia. Anche questa volta però Salvini ha voluto rispondere direttamente agli attacchi tramite i propri profili social.

“Ma che ‘razza’ di gente siete? Il lavoro del ‘ministro della paura’ sta dando i suoi frutti, ci si è messo d’impegno, giorno dopo giorno. Complimenti! Ora sarà soddisfatto”. Queste sono state le parole di Fiorella Mannoia, con chiaro riferimento a Matteo Salvini.

A far arrabbiare la cantante è stato l’episodio dell’aggressione a Daisy Osakue, l’atleta azzurra colpita da un lancio di uova a Torino. Matteo Salvini, esattamente come era successo nei giorni scorsi, ha deciso di rispondere personalmente agli attacchi.

Per farlo utilizza la sottile arma dell’ironia: “Dai Fiorella, non esagerare, pensa al cielo d’Irlanda e canta che ti passa”, ha scritto concludendo la frase con una faccina con il cuoricino. Sono migliaia i commenti al post da parte dei fan di Salvini: quasi tutti attaccano duramente Fiorella Mannoia che viene accusata e insultata con frasi non ripetibili.

Come con frasi non ripetibili sono state attaccate Emma Marrone (rea di aver detto “Aprite i porti”) e Malika Ayane, straordinaria artista con padre marocchino e madre italiana. E poi gli attacchi arrivati a Mahmood, vincitore di Sanremo, colpevole di avere il padre egiziano. Ma la lista è lunga, davvero lunga. Intanto, però, Salvini incassa la fiducia di Mogol.

 

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