Giustizia

Fondi Lega, in Lussemburgo interrogate due persone: nuova pista porta a Bergamo

La vicenda dell’inchiesta genovese per riciclaggio e truffa ai danni dello Stato sui 49 milioni della Lega non è affatto addormentata, ma prosegue a gonfie vele. Il procuratore aggiunto Francesco Pinto e gli uomini del gruppo di polizia tributaria della guardia di finanza di Genova hanno sentito nei giorni scorsi l’ex responsabile del settore compliance della fiduciaria Pharus Management Lux Sa e della Edmond de Rothschild (che segnalarono operazioni sospette tra il Granducato e l’Italia).

In Lussemburgo gli inquirenti hanno anche acquisito documenti riconducibili a un italiano, Angelo Lazzari. Lazzari è amministratore di Arc Asset, società lussemburghese che secondo gli inquirenti sarebbe il “tramite” tra la società d’investimenti Pharus, dove sempre secondo quanto ricostruito sarebbero stati investiti parte dei soldi partiti dai conti della Lega alla Sparkasse.

A Lazzari, già citato in alcune ricostruzioni di stampa de L’Espresso, farebbe appunto riferimento la Arc Asset, che avrebbe avuto sui suoi conti soldi provenienti da Pharus e Sparkasse. Ma la stessa Arc Asset avrebbe anche una piccola quota (lo 0,2%) della Sevenbit di Bergamo, una fiduciaria anche questa alla quale fa riferimento, tramite un sistema di scatole societarie, il 100% della Growth and Challenge srl di Bergamo dove Centemero figura tra gli amministratori.

La procura di Genova indaga anche sulle mega consulenze pagate a legali e professionisti con Roberto Maroni al vertice della Lega, con le quali, secondo l’ipotesi degli inquirenti, vennero svuotati i conti del partito per poi mettere almeno una parte del denaro al riparo da sequestri. Tra questi anche Domenico Aiello, avvocato e consulente della Lega che all’epoca era nel cda della Sparkasse.

L’indagine della procura genovese prende le mosse da una operazione del 2016 con la quale la Sparkasse, attraverso intermediari, ha collocato 10 milioni di euro presso la fiduciaria Pharus Management Lux la quale, a sua volta, li avrebbe investiti in altre fiduciarie. A fine gennaio 2018 la banca Sparkasse chiese il rientro di tre milioni investiti presso la Pharus.

La richiesta arrivò 20 giorni dopo la fine dei primi sequestri da parte della guardia di finanza sui conti della Lega in tutta Italia. La richiesta della Sparkasse fa partire la segnalazione di operazione sospetta di rientro di “possibili depositi della Lega occultati tramite la Sparkasse”, scrivono i due istituti lussemburghesi. La cifra entra poi in Italia effettivamente subito dopo le elezioni.

 

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