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Fondi Lega, il commercialista agli arresti inizia a parlare: “Soldi in Lussemburgo”

I pm di Genova hanno inviato ai colleghi milanesi, che indagano sugli affari dei commercialisti vicini alla Lega, tutti i documenti relativi all’indagine sui 49 milioni di rimborsi elettorali incassati dal Carroccio e svaniti nel nulla. Mail, chat, memorie dei server. Centinaia di documenti sequestrati nel 2018 dalla procura di Genova, sono stati inviati alla procura di Milano che da più di un anno indaga sull’affare Lombardia Film Commission. E l’ultima rivelazione sui 49 milioni della Lega arriva ora da Michele Scillieri. Il commercialista finito ai domiciliari per il caso Lombardia Film Commission e nel cui studio è stata registrata e domiciliata la Lega per Salvini premier sabato è stato interrogato per la seconda volta.

Come riporta La Stampa, Scillieri ai magistrati milanesi ha spiegato che Alberto Di Rubba (amministratore delle casse della Lega al Senato, finito con lui ai domiciliari) “gli avrebbe fatto una confidenza sui 10 milioni di euro che dalla Sparkasse di Bolzano sono finiti in Lussemburgo. E su cui da tempo indaga la procura genovese. A detta di Scillieri, a cui i pm hanno mostrato fatture e documenti, Di Rubba sarebbe stato a conoscenza in particolare del rientro di 3 milioni di euro in Italia. E dal verbale risulterebbe che gli altri 7 milioni sarebbero finiti “in pancia” di altrettante società lussemburghesi, un milione a testa”.

Il racconto offre conforme al quadro di indagine sul riciclaggio. Secondo i pm genovesi, infatti, “quei 10 milioni sarebbero parte dei 49 spariti e sarebbero stati portati in Lussemburgo attraverso Sparkasse e alcuni intermediari. La banca, stando all’ipotesi di indagine già nota, li avrebbe collocati presso Pharus Management Lux Sa e Edmond de Rothschild le quali, a loro volta, li avrebbe investiti in altre fiduciarie. E tre milioni nel 2018 sarebbero stati riportati in Italia, subito dopo i primi sequestri disposti dai pm di Genova sui fondi ottenuti dalla Lega con la maxi truffa ai danni dello Stato quando al vertice del Carroccio c’era Umberto Bossi e tesoriere era Francesco Belsito”.

I magistrati liguri, che indagano sul presunto riciclaggio dei famosi 49 milioni di euro della Lega di cui si sono perse le tracce, dal 2019 ormai si interfacciano con i colleghi di Milano, il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il sostituto Stefano Civardi, titolari dell’inchiesta sulla compravendita gonfiata del capannone di Cormano, sede della Fondazione Lombardia Film Commission.

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