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FoodTech: Quomi, gli imprenditori che hanno introdotto in Italia i meal-kit

FoodTech e AgriBusiness sono, soprattutto in Italia, la nuova frontiera del business ma anche dell’innovazione. Lo sanno bene i fondatori di Quomi, startup italiana di successo nata nel 2015 dall’idea di Andrea Bruno e Daniele Bruttini, entrambi ex Zalando. L’idea vincente è stata quella di introdurre anche in Italia i “meal kit”, un sistema di food delivery che porta nelle case del Belpaese una box contenente tutto il necessario per cucinare un pranzo da chef. A differenza di altri servizi analoghi, nati a posteriori, Quomi è l’unica startup che propone un servizio personalizzato, capace di rivoluzionare il modo di cucinare e fare la spesa nelle nostre case: ogni settimana offre infatti la possibilità di scegliere cosa mangiare, selezionando tra un menù di numerose ricette.

A far la differenza sono anche i prodotti scelti da Quomi, freschi e selezionati così da garantire un’altissima qualità. L’azienda consegna gratuitamente i prodotti nelle quantità esatte, accompagnati da tutte le spiegazioni per preparare le pietanze precedentemente scelte sulla piattaforma.

Digital Food: il successo di Quomi

Come anticipato. Il business model adottato dagli startupper di Quomi è quello del “meal-kit”, già affermato negli Stati Uniti ma anche nel resto d’Europa, con un fatturato che si aggira intorno ai 5 miliardi annui (dato relativo al 2017, ndr). Attiva in tutta Italia da gennaio 2016, Quomi ha raggiunto a oggi più di 2.500 clienti e spedito oltre 45mila pasti lungo tutto il nostro Stivale. L’azienda ha iniziato così a collaborare con brand storici dell’industria culinaria e gastronomica italiana che hanno da subito creduto nel progetto: tra questi Accademia Barilla, Caffè Vergnano, Delicius o Perugina.

Un post condiviso da Quomi (@quomi.it) in data:

In occasione del secondo round d’investimento, Daniele Bruttini ha affermato “Il nostro percorso finora è stato orientato a testare il mercato e il servizio, per capire quale problema dei nostri clienti stiamo risolvendo. Oggi, abbiamo la consapevolezza di aver costruito una catena del valore solida e scalabile con fornitori di primo livello per una società piccola come la nostra. Con questo aumento di capitale, abbiamo potuto completare il team con figure chiave e puntiamo alla crescita sul mercato italiano grazie alle maggiori risorse per attività mirate di marketing e comunicazione.”

Il mercato del Digital Food

“Vogliamo rivoluzionare il modo in cui gli italiani si approcciano alla spesa: il mondo dell’e-commerce e in particolare del food online sta crescendo a ritmi vertiginosi in Italia. Le grandi opportunità che il mercato italiano offre ci danno le motivazioni per continuare a credere e a sviluppare nel migliore dei modi il nostro progetto. All’estero l’abitudine di comprare cibo online è ormai esplosa e crediamo che l’Italia seguirà lo stesso percorso. Tutti i numeri lo dimostrano” – hanno spiegato i fondatori di Quomi.

foodtech-quomiIn effetti, il settore del Digital Food è in continua crescita: secondo un’analisi di AgFounder su dati CrunchBase, il 2015 è stato un anno record a livello di investimenti per quanto riguarda aziende e startup agtech con 4,6 miliardi di dollari investiti (circa +100% rispetto all’anno precedente). Il Food e-Commerce (anche il delivery) ha raccolto il 35% di questi investimenti con 1,65 miliardi. Il dato non può quindi che continuare a salire, seguendo la curva d’interesse degli italiani (e non solo) verso gli acquisti online.

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Sabina Schiavon
Visionaria per vocazione, blogger in erba per passione, freelance per professione. Milanese per nascita e vercellese d’adozione, si occupa di startup, imprese, Industria 4.0 e di tutti i temi legati all’innovazione. Ama la birra belga e il whisky scozzese, gustati accanto a un gatto che fa le fusa.