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Rivoluzione Forza Italia: il retroscena sul nuovo assetto con B. in panchina

In Forza Italia è tempo di rivoluzioni, e il partito è sempre più a trazione femminile, tanto che ora si parla della “banda delle 4”. Carfagna, Gelmini, Pascale e Rossi vogliono far fuori Bernini e Ronzulli, ritenute filo-leghiste e dunque dannose per il futuro del partito. Ma dei forti dubbi ci sono anche nei confronti dell’attuale numero due: Tajani. Ad Arcore, nella villa di Berlusconi, due domeniche fa, a cena c’erano Mariastella Gelmini, capogruppo forzista a Montecitorio, Mara Carfagna, vicepresidente della Camera, e il suo compagno Alessandro Ruben, già deputato finiano, e infine Francesca Pascale, la fidanzata napoletana dell’ex Cavaliere.

Si è discusso del futuro di Forza Italia, tra ambizioni personali e scarse speranze di rilancio in questi tempi populisti e salviniani. Si discute del partito della nazione, archiviandolo, e Ruben incalza Berlusconi: “Presidente, forse Mara dovrebbe cominciare ad andare nei talk show da sola, come fanno i veri leader”. Mara Carfagna da sola in tv come leader di Forza Italia, dunque.

Una rinnovata aspirazione che stavolta poggia sulle macerie azzurre e soprattutto sul neonato cerchio magico che a giorni alterni circonda lo stanco Berlusconi. Un cerchio magico che ha il suo quartier generale a pochi chilometri da Arcore: villa Maria a Rogoredo, la magione che il magnanimo Silvio ha donato alla sua fidanzata Pascale. Da un po’ di settimane, a Villa Maria, si radunano a cena parlamentari, in particolare deputati, determinati a rompere l’alleanza con la divoratrice Lega di Salvini.

Nelle conversazioni degli azzurri Villa Maria è identificata come il “bunker”. A guidare la fronda antisalviniana, oltre a Pascale, ci sono Carfagna e Gelmini e, sorpresa, una rediviva Mariarosaria Rossi, l’ex badante casertana dell’ex Cavaliere. Con le quattro, un’altra donna di peso quasi sempre presente è la misteriosa Marta Fascina da Portici (il paesone napoletano di Noemi Letizia, per intenderci), da mesi stellina prediletta di Silvio.

Il vero punto da cui parte tutto è l’astio per Salvini. Il leader leghista, domenica scorsa in un’intervista al Corriere della Sera, ha risposto duramente sullo stato dei rapporti con gli azzurri. I forzisti sono “corretti”, ha detto Salvini, “ma non tutti: c’è chi si alza col gusto di insultarmi, mi stupisce solo che siano persone anche molto vicine a Berlusconi”. Il riferimento nemmeno tanto celato è alla fidanzata di Berlusconi, appunto. Per strappare con la Lega, i congiurati di villa Maria hanno inquadrato nel mirino due obiettivi. Il primo è la senatrice Licia Ronzulli, che è anche l’assistente personale dell’ex Cavaliere.

Subentrò a Mariarosaria Rossi nella tragica estate del 2016, quando Berlusconi fu operato a cuore aperto. Oggi Rossi è di nuovo in partita e con l’amica Pascale sogna la vendetta. La Ronzulli è ritenuta insieme a Anna Maria Bernini a capo dell’ala filoleghista, accusata pure di voler l’annessione di Forza Italia alla Lega. Il secondo obiettivo investe più le ambizioni personali che la linea politica. Cioè scalzare il moderato Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, dal ruolo di numero due di Berlusconi.

Carfagna e Gelmini si muovono su questo fronte: entrambe sono convinte di poterlo sostituire. Per tutta risposta la “banda dell 4” ha dovuto incassare il dissenso di Gianni Letta e Niccolò Ghedini, altro factotum dell’ex Cavaliere. Nelle discussioni di villa Maria è stata esaminata persino la possibilità di fondersi coi renziani in uscita dal Pd, in caso di sconfitta alle primarie, per un partitino liberale di centro.

E Berlusconi? Ascolta e cerca di mantenere lo status quo, consapevole e timoroso che muovere qualcosa adesso possa favorire un esodo delle truppe parlamentari di FI verso la grassa Lega. E così, qualche giorno fa, all’ennesima sollecitazione di Carfagna sul posto di Tajani, se l’è cavata come suo solito: “Mara, potremmo fare due vicepresidenti: tu e Tajani”.

 

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