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Garlasco, Carmelo Abate sorprende tutti a Quarto Grado: “Stefania Cappa lo deve fare”

Il delitto di Garlasco resta al centro del confronto pubblico, fra documenti riemersi, nuove verifiche e interrogativi che continuano a segnare una vicenda giudiziaria aperta da quasi vent’anni. Attorno all’omicidio di Chiara Poggi, ogni elemento viene esaminato con attenzione, soprattutto quando coinvolge persone mai indagate ma esposte per anni a ricostruzioni e sospetti. Un terreno delicato, nel quale il diritto di cronaca deve misurarsi con la tutela della reputazione.

Nella puntata di Quarto Grado in onda venerdì 9 ottobre 2026 su Rete 4, Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero hanno dedicato ampio spazio agli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Pavia. Il dibattito ha riguardato gli accertamenti più recenti, le presunte criticità nelle analisi scientifiche del 2007 e gli effetti delle ipotesi investigative sulla vita delle persone coinvolte, anche solo indirettamente.

Al centro della discussione è finito anche il tema della diffusione di ricostruzioni che, con il trascorrere degli anni, non avrebbero trovato riscontri. Il caso Garlasco è stato accompagnato da indiscrezioni, testimonianze controverse e piste alternative: alcune hanno alimentato il dibattito pubblico, altre sono state successivamente ridimensionate dagli accertamenti.

La trasmissione è tornata inoltre sulla posizione della famiglia Cappa, legata a Chiara Poggi da rapporti di parentela. L’attenzione si è concentrata in particolare su Stefania Cappa, una delle cugine della vittima, il cui nome è stato più volte associato a sospetti e narrazioni circolate nel tempo.

Quella esposizione, tuttavia, non si è tradotta in un’indagine penale a suo carico per l’omicidio. Un elemento che assume oggi un rilievo ulteriore alla luce della documentazione tornata al centro della cronaca e del confronto televisivo.

#Garlasco, Carmelo Abbate: “Stefania Cappa faccia una dichiarazione pubblica ringraziando gli organi investigativi che finalmente le hanno tolto di dosso anni di sospetti”. #Quartogrado https://t.co/tUEtCHBzeX

— Quarto Grado (@QuartoGrado) October 9, 2026

Nel corso della puntata è stato mostrato un approfondimento sugli appunti interni della polizia giudiziaria di Pavia relativi alla famiglia Cappa. Il materiale si colloca nel quadro delle verifiche svolte negli anni prima della nuova indagine che riguarda Andrea Sempio.

Fra gli aspetti esaminati figurano una bicicletta, alcune dichiarazioni testimoniali e i movimenti dei familiari nei giorni dell’omicidio. Circostanze che, come ricordato durante la trasmissione, non hanno determinato contestazioni nei confronti di Paola e Stefania Cappa.

In questo contesto è intervenuto Carmelo Abbate, ospite di Quarto Grado. Il giornalista ha sostenuto la necessità di riconoscere pubblicamente il significato degli accertamenti compiuti, rivolgendosi direttamente a Stefania Cappa.

«Stefania Cappa faccia una dichiarazione pubblica ringraziando gli organi investigativi che finalmente le hanno tolto di dosso anni di sospetti»

Le parole di Abbate hanno riportato l’attenzione sulle conseguenze personali di una lunga esposizione mediatica. Si tratta di una valutazione giornalistica e non di un obbligo: Stefania Cappa resta libera di decidere se intervenire pubblicamente e con quali modalità.

Nelle ultime ore, Stefania Cappa ha presentato una denuncia alla Procura di Milano nei confronti dell’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, dell’inviato de Le Iene Alessandro Di Giuseppe e dell’ex maresciallo Francesco Marchetto. Nell’atto, secondo quanto riportato, vengono prospettate ipotesi di istigazione a delinquere nelle forme della diffamazione e della calunnia, oltre alla diffamazione aggravata: saranno le autorità competenti a valutarne il contenuto.

Sul fronte dell’inchiesta principale, la Procura di Pavia prosegue gli accertamenti sulla posizione di Andrea Sempio e sugli elementi scientifici legati all’omicidio di Chiara Poggi. A Quarto Grado si è parlato anche delle analisi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, del materiale biologico e delle presunte irregolarità nei rilievi originari.

Si tratta di questioni che richiedono valutazioni scientifiche e giudiziarie, senza anticipare conclusioni. Il confronto televisivo ha così riaperto un tema più ampio: la ricerca della verità sul delitto e, insieme, la necessità di distinguere gli elementi accertati dalle ipotesi che possono incidere sulla reputazione di persone mai formalmente accusate.

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