
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna a far discutere con nuovi sviluppi che mettono in discussione le verità giudiziarie consolidate. La famiglia Poggi, tramite i legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, ha espresso profondo sdegno per le recenti indagini che coinvolgono Andrea Sempio, ritenendo che la condanna definitiva di Alberto Stasi rappresenti una verità processuale ormai acquisita.
I legali della famiglia Poggi denunciano una gestione delle indagini da parte dei Carabinieri di Milano Moscova gravemente condizionata da contesti opachi e possibili intrecci con ambienti informativi. Secondo il comunicato, vi sarebbe un accanimento mediatico e giudiziario finalizzato a mettere in discussione la sentenza della Corte di Cassazione, che ha individuato in Stasi l’unico colpevole.

Un elemento chiave delle nuove indagini è rappresentato dalle intercettazioni ambientali nell’auto di Andrea Sempio, registrate il 12 maggio 2025. Nel soliloquio, l’indagato riflette sulla presenza di tracce ematiche sul luogo del delitto e sulla posizione di Stasi, ipotizzando che quest’ultimo abbia evitato le macchie di sangue senza rendersene conto. Gli investigatori interpretano queste parole come una possibile ammissione o, comunque, una conoscenza dettagliata della scena del crimine riservata a chi vi è stato presente in momenti cruciali.
Questa registrazione suggerisce che Sempio potrebbe sapere esattamente dove si trovassero le tracce di sangue nella villa di Garlasco, un dettaglio rilevante per la ricostruzione del delitto.
Un altro aspetto che incrina la posizione di Sempio riguarda lo scontrino di un parcheggio a Vigevano, ritenuto fino ad oggi prova dell’alibi dell’indagato. Le nuove indagini dimostrerebbero che il ticket non è stato emesso da Andrea, bensì dalla madre Daniela Ferrari. Un dialogo intercettato tra il padre e la madre di Sempio confermerebbe che il biglietto possa essere stato fatto da lei durante un incontro con un vigile del fuoco.
Questo elemento trasforma un alibi ritenuto solido in un probabile tentativo di depistaggio familiare per proteggere il giovane all’epoca dei fatti.

Le indagini hanno inoltre portato all’analisi di alcuni taccuini di Sempio, risalenti al periodo 2019-2021, nei quali l’indagato annotava con ossessione ogni sviluppo giudiziario relativo a Stasi. Le frasi contenute nei taccuini dimostrano una forte ansia e un’attenzione spasmodica per l’iter processuale, indicando un coinvolgimento emotivo che supera quello di un semplice conoscente della vittima.
Le analisi medico-legali condotte dalla professoressa Cristina Cattaneo hanno ristretto l’arco temporale del decesso tra le 7 e le 12:30 del mattino del 13 agosto 2007. La disattivazione dell’allarme alle 9:12 da parte di Chiara Poggi restringe ulteriormente la finestra temporale. Gli investigatori individuano due fasce orarie critiche durante le quali Sempio avrebbe potuto compiere il delitto: dalle 9:12 alle 9:58, prima di una telefonata a un amico, e dalle 9:58 alle 11:25, orario di una chiamata ricevuta dai genitori. Questi intervalli risultano compatibili con i movimenti di Sempio e il momento dell’aggressione nella villa dei Poggi.
I magistrati Stefano Civardi, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza hanno così ribaltato la prospettiva investigativa: mentre Stasi viene scagionato dalle nuove evidenze, il quadro probatorio contro Andrea Sempio si fa più solido e implica un coinvolgimento diretto nel delitto. I nuovi elementi, basati su intercettazioni, analisi scientifiche e smascheramento di un falso alibi, collocano Sempio al centro dell’inchiesta come principale sospettato.