La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco registra un passaggio ulteriore: Maria Rosa Poggi, zia di Chiara Poggi e madre di Stefania e Paola Cappa, ha scelto di partecipare al procedimento come parte offesa. Una decisione maturata già a maggio e che, secondo la sua legale, non rappresenta un’iniziativa contro Andrea Sempio né una contestazione della condanna definitiva di Alberto Stasi.
La scelta emerge dopo la nuova chiusura delle indagini notificata il 28 settembre ad Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per omicidio pluriaggravato in relazione alla morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007. Gli atti depositati comprendono ulteriori consulenze; la difesa dispone ora di venti giorni per presentare memorie e formulare le richieste previste dalla procedura.

Garlasco, Maria Rosa Poggi entra nel procedimento come parte offesa
Maria Rosa Poggi ha deciso di esercitare il diritto di partecipare al procedimento che riguarda la nuova indagine sul delitto di Garlasco. La donna è la sorella del padre di Chiara Poggi ed è madre delle gemelle Cappa, più volte finite al centro dell’attenzione mediatica e delle discussioni sui social legate al caso.
La sua avvocata, Valeria Mettica, ha chiarito ad Adnkronos che l’iniziativa non costituisce una presa di posizione sulla responsabilità dell’indagato. Lo scopo è acquisire una conoscenza diretta degli elementi raccolti dagli inquirenti e valutare gli atti alla luce della nuova fase investigativa.
«La signora Maria Rosa Poggi sta esercitando un diritto previsto dal codice di partecipare al procedimento», ha spiegato l’avvocata Valeria Mettica.
La legale ha precisato che saranno esaminati sia i documenti messi a disposizione nel mese di maggio, sia il materiale depositato dalla Procura di Pavia in occasione della seconda chiusura delle indagini. Solo dopo questa analisi potrà essere definita la linea da adottare nell’eventuale sviluppo processuale.
La valutazione su una possibile costituzione di parte civile
L’ingresso come parte offesa non equivale alla costituzione di parte civile. Quest’ultima scelta, ha sottolineato Mettica, verrà eventualmente valutata dopo l’esame completo della documentazione. Maria Rosa Poggi deciderà quindi se costituirsi parte civile soltanto nel caso in cui il procedimento nei confronti di Sempio arrivi davanti a un giudice.
La Procura ha concluso le indagini nei confronti di Sempio, confermando l’accusa di omicidio pluriaggravato. La chiusura dell’inchiesta, tuttavia, non definisce l’esito giudiziario della vicenda: la posizione dell’uomo resta quella di un indagato e dovranno seguire i passaggi stabiliti dalla legge, comprese le eventuali determinazioni dei pubblici ministeri e le iniziative della difesa.
«Non è un atto contro Sempio né contro Stasi»
La rappresentante legale della famiglia ha rimarcato un punto preciso: la partecipazione di Maria Rosa Poggi non deve essere letta come un atto ostile nei confronti di Andrea Sempio, né come una posizione contro Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
«Non è un atto contro nessuno: né contro l’indagato Andrea Sempio, né contro il condannato Alberto Stasi», è la posizione riferita dall’avvocata Mettica.
La linea indicata dalla legale è quella del rispetto per l’attività della Procura, accompagnato dalla volontà di conoscere personalmente gli elementi acquisiti. Il coinvolgimento nel procedimento serve dunque a seguire gli sviluppi dell’indagine attraverso gli strumenti riconosciuti dall’ordinamento alle persone offese.
Le gemelle Cappa e le conseguenze della pressione mediatica
Nelle dichiarazioni dell’avvocata trova spazio anche il tema della pressione pubblica che avrebbe investito nel tempo la famiglia Cappa. Stefania e Paola Cappa non sono mai state indagate per l’omicidio della cugina Chiara, ma il loro nome è ricorso a lungo in ricostruzioni, commenti e contenuti diffusi soprattutto online.
Mettica ha definito «fantasiosa e aberrante» una parte della narrazione sviluppatasi attorno alla famiglia, sostenendo che alcuni soggetti avrebbero proposto versioni diverse rispetto agli esiti delle indagini della Procura. Secondo la legale, le conseguenze di questa esposizione avrebbero inciso profondamente sulla sfera personale delle interessate.
«La pressione mediatica lascia le sue cicatrici ed è difficile cancellare la voce di chi ti indica come “assassino”», ha affermato Mettica.
Le querele della famiglia Cappa per presunta diffamazione
La famiglia Cappa ha scelto di agire anche sul piano giudiziario nei confronti di contenuti ritenuti diffamatori. L’avvocata Mettica segue le querele insieme ai colleghi Antonio Marino e Gabriele Casartelli, per fatti che sarebbero emersi nel dibattito pubblico e sui social network attorno al caso Garlasco.
La decisione di Maria Rosa Poggi aggiunge pertanto un nuovo profilo procedurale a un caso che continua a richiamare attenzione pubblica. Dopo aver consultato gli atti della nuova inchiesta, la zia di Chiara Poggi potrà stabilire se intervenire anche come parte civile nell’eventuale processo relativo alla posizione di Andrea Sempio.