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Garlasco, la notizia su Andrea Sempio è arrivata

L’intreccio tra diritto, scienza forense e interpretazione dei dati digitali continua a delineare i confini della giustizia contemporanea, dove ogni singolo elemento probatorio viene sottoposto a un vaglio tecnico rigoroso prima di entrare nell’aula di tribunale. La continua evoluzione delle metodologie d’indagine impone un confronto serrato tra i diversi orientamenti degli esperti, trasformando i faldoni processuali in un terreno di scontro metodologico di altissimo livello. In questo contesto, le strategie dei consulenti e la precisione dei protocolli scientifici si rivelano decisive per ricostruire scenari complessi, offrendo risposte a quesiti che spesso sfuggono a una prima e immediata analisi investigativa e ridefinendo i parametri della certezza processuale.

La complessa architettura investigativa si arricchisce di un nuovo capitolo tecnico che mira a ridefinire la posizione della figura al centro degli accertamenti giudiziari. Un lavoro iniziato lo scorso ottobre e concluso solo nelle ultime ore dopo aver analizzato le carte depositate dalla Procura. Cinque consulenze e una memoria specifica per «contestare» gli ormai famosi soliloqui di Andrea Sempio. Tuttavia, non è stata presentata alcuna richiesta di interrogatorio davanti ai pm: questa eventualità sarà valutata in sede di udienza preliminare, quando il giudice dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.

I legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti puntano molto sulla consulenza affidata a Giacomo De Angelis, esperto nella produzione di calzature, per confutare la compatibilità tra il piede dell’indagato e le 25 tracce puntiformi rilevate sulla scena del crimine, considerate come impronte lasciate dall’autore del delitto. Secondo questa tesi, l’estensione plantare del trentottenne, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, risulterebbe incompatibile con le calzature attribuite al killer, nonostante i rilievi del Ris abbiano messo in discussione la precedente identificazione di una scarpa Frau numero 42, elemento chiave nei processi riguardanti Alberto Stasi.

Il confronto tecnico tra accusa e difesa si estende anche alle tracce biologiche e dattiloscopiche, con un particolare focus sui metodi di campionamento e sui criteri di identificazione geometrica. Tra le consulenze difensive spicca quella sul Dna affidata a Marina Baldi, mentre il dattiloscopista Luigi Bisogno è incaricato di replicare alle perizie del duo Caprioli-Iuliano in merito all’impronta definita «33», contestandone la certezza basata su 15 punti di minuzia.

Per quanto riguarda l’aspetto medico-legale e la balistica, il dottor Sabino Pelosi e l’ex poliziotto Armando Palmegiani escludono la presenza di ferite da difesa attiva sul corpo della vittima, mentre la perizia personologica di Valentina Marsella resta in attesa dell’esito di un’istanza preliminare.

Infine, particolare attenzione viene riservata alle tracce audio raccolte durante le indagini. I legali di Sempio intendono presentare una serie di registrazioni di podcast e contenuti social per dimostrare che le frasi attribuite al loro assistito non costituiscono una confessione, ma semplici commenti. Per questo motivo, chiederanno una perizia d’ufficio, sottolineando come in alcuni passaggi il contenuto risulti incomprensibile o male interpretato.

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