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Scampia, la preside che si batte per i bambini rom: “Basta xenofobia”

I bambini rom di Giugliano, in Campania, sono tornati a scuola. Mancavano dal 10 maggio, quando li avevano sgomberati dal campo in cui abitavano con le loro famiglie. Da allora 450 adulti e bambini vivono in condizioni estremamente precarie di salute e di igiene, anche se a detta dell’amministrazione comunale lo sgombero era stato attuato proprio a tutela della salute e dell’incolumità dei suoi stessi abitanti. Una storia che è il simbolo di questa Italia piena di contraddizioni e che è stata raccontata dal Corriere del Mezzogiorno. 

Il giorno stesso in cui è avvenuto lo sfratto si è levata la voce della dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Alpi-Levi di Scampia, Rosalba Rotondo, “una preside tenace e coraggiosa che crede nella scuola e nell’educazione come lotta ad ogni forma di discriminazione”. Il suo istituto, che ha già tanti allievi di etnia Rom residenti a Scampia (grazie al progetto Justrom, un programma dell’Unione Europea) ha potuto accogliere anche cento ragazzi rom provenienti da Giugliano in un plesso ristrutturato dal Comune grazie all’intervento dell’ingegner Maurizio Barbano.
“La scuola vince su tutto e non arretra mai di fronte agli ostacoli e alle sfide, l’Alpi-Levi è in festa – dice esultando Rosalba Rotondo — nonostante le condizioni di estremo disagio e di stenti in cui sono costretti a vivere, i bambini e i ragazzi rom hanno ripreso la frequenza scolastica”. Un vero miracolo se si pensa che accompagnare i ragazzi a scuola da Giugliano a Scampia non è proprio semplice e che le difficoltà da superare sembravano insormontabili. Ma in questa battaglia, tiene a sottolineare la preside, non è stata lasciata sola, almeno non dalle associazioni del territorio. “È stata costituita una vera task force operativa tra l’Alpi-Levi, Arrevutammece, l’associazione di Fratel Raffaele, l’angelo custode di tutti i rom di Scampia e di Giugliano, e i Padri della Redenzione. “Ognuno sta facendo la sua parte perché il dramma dello sgombero alla luce anche dell’inasprirsi delle spinte xenofobe di matrice antirom, potesse essere attenuato”.

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