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Invio armi all’Ucraina, Conte: “Se ci fosse consentito voteremmo no”

Il governo italiano deve decidere al più presto sull’invio del sesto pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. Decisione che sembra scontata, visto che il premier Giorgia Meloni ha già rassicurato gli alleati della Nato che Roma non mancherà di offrire ancora il suo aiuto a Kiev. Il leader del M5S Giuseppe Conte però non ci sta e pretende che questa scelta venga sancita da un voto parlamentare. Ospite di Bianca Berlinguer a Cartabianca, Conte sottolinea con forza l’intenzione dei pentastellati di votare no.

Giuseppe Conte e Giorgia Meloni

“Non abbiamo mai votato sull’invio di armi perché, per come è concepito, il decreto madre non prevede alcun voto. – dichiara Conte durante l’ultma puntata di Cartabianca – Se ci fosse consentito voteremmo no. Nelle elezioni americane voterei per i Democratici, per quei 30 che hanno detto no ad un ulteriore invio di armi”, puntualizza l’ex premier.

“Sono otto mesi che il Parlamento non discute della situazione in Ucraina. – aveva detto invece qualche ora prima – Avremo il diritto di chiederci se la strategia di marzo sia valida ancora oggi? Avremo il diritto di chiederci se l’invio di armi è davvero la strada più adatta agli obiettivi che si è data la comunità internazionale?”.

Parole che hanno provocato la dura reazione del ministro della Difesa Guido Crosetto. “Dice che non mi devo azzardare a un nuovo invio di armi senza passare dal Parlamento. – contrattacca il ministro – Conte può stare sereno, il ministero, non il ministro (che non dispone delle istituzioni né delle organizzazioni, ma le rappresenta e le serve) seguirà le leggi come ha sempre fatto dalla sua istituzione in età Repubblicana. Quelli del M5S sono incoerenti che cambiano radicalmente posizione per strumentalizzare le ragioni e il corteo delle associazioni pacifiste”.

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