Europa

Gli italiani si riscoprono europeisti: il 75% crede in un futuro nell’Ue

Che i partiti sovranisti non navigassero proprio in acque serene nelle ultime settimane è cosa ormai nota, dando un’occhiata ai sondaggi che li vedono annaspare di colpo dopo una costante ascesa nei mesi precedenti. Quello che ora le rilevazioni certificano è che i cittadini, in un momento di enorme difficoltà figlio dell’emergenza prima sanitaria e poi economica, si sono stretti intorno alle istituzioni. Non solo nazionali, ma anche europee, riscoprendo così un senso di appartenenza che sembrava perduto.

A stabilirlo è un report redatto da Ivan Krastev e Mark Leonard per l’European Council on Foreign Relations: i due ricercatori hanno studiato le opinioni di circa 10 mila cittadini in Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, Bulgaria, Danimarca e Svezia alla fine di aprile. Sono emersi principalmente due fattori: da un lato, buona parte degli intervistati ha affermato che l’Ue è stata irrilevante nella risposta alla crisi fino a questo momento. Dall’altro lato, la maggioranza ha anche sostenuto che in futuro sia necessaria una più ampia cooperazione tra gli Stati membri.
Secondo il 58% dei francesi, l’Ue si è dimostrata inconsistente durante l’emergenza. In Italia, è della stessa opinione circa il 40% degli intervistati. È ancora più diffusa l’opinione che, specialmente nelle prime fasi dell’emergenza, Bruxelles abbia deluso i cittadini europei. Con il passare dei mesi però, i cittadini si sono mostrati più critici verso l’operato dei propri governi e meno verso quello dell’Unione.In generale, tra i nove Paesi presi in esame, il 33% degli intervistati ha dichiarato di aver perso fiducia nel proprio governo, vista la loro gestione dell’emergenza. Solo il 29% ha invece affermato che la pandemia ha dimostrato come vada ampliato il ruolo dello Stato. La rabboa verso Bruxelles e i ritardi nelle risposte alla crisi non hanno portato a una svolta euroscettica e sovranista. Il 63% pensa infatti che, da adesso e nel futuro, i governi europei debbano cooperare a un livello più profondo. In Italia, la percentuale supera il 75%.

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