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Orrore da Verona: “Gli omosessuali devono essere curati, sennò vanno all’Inferno”

La destra che sfila in queste ore a Verona aveva provato a difendere il Congresso delle Famiglie, sostenendo che certe inquietanti descrizioni di una kermesse retrograda e ferma al Medioevo fossero invenzione della stampa buonista. E invece la tre giorni ci ha messo poco a mostrare il suo vero volto, anticipato già dagli ospiti  invitati (molti dei quali famosi per le loro posizioni controverse). Repubblica si è aggirata per la città di Giulietta e Romeo, intervistando le persone che hanno preso parte all’evento. Con risultati a dir poco agghiaccianti.

Poche le parole di promozione positiva, molte invece le considerazioni che vogliono minare diverse recenti acquisizioni in materia di diritti. Al centro delle critiche l’aborto e l’omosessualità, ma non vengono risparmiati nemmeno divorzio ed eutanasia. Ecco, allora, che l’omosessualità “va curata”, l’aborto si trasforma in un “male, un peccato, un’ingiustizia”. Il divorzio addirittura una “roba abominevole”. 
Un segnale inquietante di come esista ancora oggi nella società italiana una minoranza rimasta indietro anni luce su tematiche imprescindibili come i diritti civili. E che trova, questa la cosa che fa più rabbrividire, sponda in un mondo politico che proprio con quei timori primitivi, con quelle grottesche prese di posizione continua a flirtare a caccia di voti e consensi. “Noi preghiamo per i gay – ha detto uno dei manifestanti, una donna per la precisione – E se non si convertono, c’è l’Inferno per loro”. Non è l’unica a pensarla così: “L’omosessualità è un comportamento appreso nella società, nella vita, nello sviluppo, non è un fatto biologico. Se è un comportamento per chi vuole si può anche rieducare”

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