Europa

Green pass europei, rubate chiavi per generarli: in rete anche quello di Hitler

Anche Adolf Hitler ha il suo green pass europeo. Quello che a prima vista sembra uno scherzo, in realtà rischia di diventare un bel problema per l’Unione europea. La notizia è che sono state rubate alcune chiavi informatiche necessarie per generare il certificato verde. E sul web ora ne circola persino uno intestato proprio al dittatore nazista. Green pass che sarebbe anche stato ritenuto valido dall’app ufficiale Verifica C19.

Green pass anche per Hitler

Al momento, comunque, non risultano attacchi informatici contro la Sogei, la società di Information technology del ministero dell’Economia che in Italia ha il compito di elaborare i green pass. L’attacco hacker avrebbe dunque riguardato altri Paesi europei. Probabilmente la Polonia secondo alcune fonti. Secondo quanto appreso dall’agenzia Ansa, inoltre, si sarebbe già deciso a livello europeo di annullare tutti i certificati verdi generati che le chiavi rubate. Il problema però persiste, vista la facilità dei pirati informatici ad introdursi nel sistema per rubare le chiavi.

La decisione di cancellare queste chiavi comporta inoltre l’effetto di togliere validità a tutti quei green pass autentici perché generati con lo stesso procedimento. Per cercare di risolvere il problema nel più breve tempo possibile, i tecnici dell’Ue si sono incontrati già nella mattinata di mercoledì 27 ottobre.

Tornando al green pass rilasciato ad Adolf Hitler, si apprende che il dittatore, stando alle informazioni contenute nel certificato verde, sarebbe nato l’1 gennaio del 1900 invece del 20 aprile 1889. Ma si tratta di un risultato di un test richiesto da un utente sul forum online Raid Forums, dove qualcuno assicurava di possedere e poter generare i green pass falsi al costo di 300 dollari. L’identità del venditore resta ancora un mistero. Anche se sembra assodato che operi dalla Polonia. Il rischio comunque è che gli acquirenti di questi documenti falsi riescano a spostarsi tranquillamente nella Ue senza aver fato né vaccino, né tampone.

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