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Green pass, per Salvini è un disastro: la Lega sconfitta su tutti i fronti

Si dice felice, soddisfatto. Gonfia il petto sostenendo di aver spinto Mario Draghi a rivedere le sue posizioni. Ma in realtà il grande sconfitto delle ultime ore è proprio lui, Matteo Salvini, costretto a chinare il capo e accettare un decreto legge con nuove misure per fronteggiare l’emergenza sanitaria, a partire da quell’estensione del Green pass che il segretario leghista aveva in passato pubblicamente ostaggiato. E che invece ha dovuto ingoiare, ennesimo boccone amaro della sua esperienza di governo.

Green pass, per Salvini è un disastro: la Lega sconfitta su tutti i fronti

Il certificato verde prevede che fino al prossimo 31 dicembre (si vedrà poi se estendere ulteriormente la durata delle misure) chiunque acceda a una struttura scolastica dovrà necessariamente esibire il Green pass, con la sola eccezione degli alunni. Anche i genitori o le baby sitter, dunque, dovranno mostrare la certificazione al momento dell’ingresso. In arrivo, poi, un’altra npvità_ gli statali senza certificato verde potrebbero vedere il loro stipendio sospeso.

Come spiega il Messaggero a proposito della nuova normativa, “per i docenti e i bidelli il Qr code valido è necessario per lavorare, visto che senza la certificazione risultano assenti ingiustificati, hanno una sanzione da 400 a mille euro e la sospensione dal servizio dopo il 5 giorno di assenza. I genitori non avranno alcuna sanzione, ovviamente, ma non potranno accedere a scuola”. Tanti sostenitori della Lega sono già andati all’attacco del segretario, accusandolo di aver tradito le promesse fatte nelle scorse settimane. Ma, con tutta probabilità, non è finita qui.

Stando alle ultime indiscrezioni, nelle prossime settimane toccherà infatti alla Pubblica amministrazione, con il ministro Renato Brunetta al lavoro su un testo considerato in realtà già pronto. Salvini chiede che l’obbligo del lasciapassare verde sia limitato al personale a contatto con il pubblico, ma quasi sicuramente si andrà in direzione opposta: “Obbligo di certificazione per tutto il comparto del pubblico impiego”. Nessuna eccezione, dunque. E il leader della Lega, ancora una volta, si troverà a chinare il capo fingendo comunque di cantare vittoria.

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