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Grillo umilia Conte alla riunione col M5S. L’ex premier furioso, pronto a lasciare

Doveva essere l’incontro per ricucire, e invece Beppe Grillo ha voluto consumare lo strappo, umiliando Giuseppe Conte. Nell’aula del Palazzo dei Gruppi, il garante del Movimento 5 stelle ha esordito: “È Giuseppe Conte che ha bisogno di me, non io di Conte”. È il primo di una serie di rimbrotti che Grillo destina al leader in pectore da lui stesso investito, gli scorsi mesi, per rifondare i 5 stelle. “Deve ancora assimilare le nostre cose – afferma il comico genovese -. Io sono visionario, lui no. Il Movimento ha bisogno di un visionario come me e di un integerrimo come Conte”. Ricorda poi alla platea e all’ex premier che lui è “il garante, non un coglione qualsiasi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Grillo ne ha anche per Rocco Casalino, fedelissimo di Conte, “bravissimo sulle tv, ma si deve rapportare anche con il garante, non solo con il capo politico”. Insomma, il fondatore del Movimento non cede di un centimetro e s tiene stretta la sua creatura. L’avvocato del popolo dovrà quindi accettare il fatto di condividere la leadership del neo-Movimento con lui. O, altrimenti, sfilarsi dall’operazione, come ha già fatto sapere ai suoi, perché questo ultimo affronto non gli è proprio andato giù. Come racconta Open, le speranze di Giuseppe Conte, così come di buona parte dei big grillini, di ascoltare toni distensivi da parte di Beppe Grillo si sono frantumate sotto i bombardamenti del fondatore del M5s. (Continua a leggere dopo la foto)

La giornata che doveva riaprire il dialogo tra il garante e l’aspirante capo politico del Movimento è finita “malissimo”, come dicono i più vicini all’ex premier citati da Il Fatto quotidiano. Giudizio amaro condiviso dallo stesso Conte, che sempre secondo il giornale diretto da Marco Travaglio ora è sempre più vicino dal rinunciare, lasciando a Grillo quel che resta del M5s. Sarebbero rimasti spiazzati tutti i mediatori che, soprattutto negli ultimi giorni, avevano tentato di riconciliare i due. (Continua a leggere dopo la foto)

Davanti al muro con tanto di filo spinato di Grillo, Conte ha deciso di non rilasciare dichiarazioni pubbliche, perché spiega ancora Il Fatto citando l’ex premier in una confidenza ai suoi fedelissimi: “Se dovessi reagire a caldo, non ci sarebbero più le condizioni per andare avanti”. I paletti imposti da Grillo, che non ha nessuna intenzione di passare “per un coglione”, ma vuol restare il garante con tutti i poteri enormi che ne derivano secondo l’attuale statuto, lasciano pochissimi margini di manovra nella trattativa. Per Conte la situazione è paralizzata su una diarchia, due capi che si marcano stretti e di fatto rischiano di non muovere un passo.

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