Economia

Il nuovo ministro dell’economia, Gualtieri, alla chitarra suona e canta “Bella ciao”

Non ha fatto in tempo a essere nominato ministro che sui social ha iniziato a circolare un suo vecchio video. Roberto Gualtieri, neoministro dell’economia, mentre suona (bene) e canta “Bella ciao”. In molti si sono scagliati contro di lui, altri, invece, lo hanno apprezzato ancora di più. “Una canzone stupenda, italiana, europea e mondiale. Un patrimonio globale. Rappresenta l’universalità dei valori da cui è nata la nostra Repubblica”.

Durante il mandato da eurodeputato nel Gruppo dell’Alleanza progressista dei Socialisti e Democratici europei, Roberto Gualtieri ha suonato alla chitarra Bella ciao. L’ha fatto, lo scorso novembre, per il web talk Alta Fedeltà, programma su YouTube durante il quale gli europarlamentari si raccontano attraverso una playlist musicale.

Il politico del Partito democratico, nuovo ministro all’Economia del governo Conte 2, ha una lunga carriera politica alle spalle: ha militato per lungo tempo nei Democratici di Sinistra (Ds), prima di entrare a far parte della direzione del Pd nel 2008. Il professore di Storia de La Sapienza di Roma è stato eletto tre volte al Parlamento europeo.

Una figura poco conosciuta agli elettori, ma che nelle istituzioni europee si è guadagnata la nomea di “saggio”: il sito politico.eu lo ha classificato al terzo posto tra i politici più influenti in Europa nella legislatura 2014-2015. Prima dell’investitura di Giuseppe Conte, si vociferava di un suo possibile ruolo da commissario europeo.

Professore di storia associato presso l’Università La Sapienza di Roma, di formazione marxista, Gualtieri ricopre la carica di vicepresidente dell’Istituto Gramsci. Da dottorando a professore, Gualtieri è passato anche dalla scuola di Massimo D’Alema, diventando membro del comitato di redazione di Italianieuropei. Ha militato per anni nei Democratici di Sinistra (Ds) – diventando membro della segreteria di Roma e poi membro del consiglio nazionale – prima di entrare a fare parte della direzione del Partito democratico nel 2008.

Nel 2009 entra nel parlamento europeo, sempre in quota Pd. Da allora Gualtieri si è costruito un nome come ‘saggio’ anche fuori dal suo partito e all’interno dell’istituzioni europee (Il sito politico.eu lo ha classificato al terzo posto tra i politici più influenti in Europa durante la scorsa legislatura). Rieletto eurodeputato nel 2014 e di nuovo nel 2019, Gualtieri era stato promosso a vicepresidente (sono nove in totale) del secondo gruppo per importanza nel parlamento Ue. Ora è ministro.

 

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