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Guerra si estende al Libano e al Golfo. Colpita ambasciata USA a Bagdad. Ferito figlio di Khamenei

La crisi militare tra Iran, Israele e Stati Uniti continua a intensificarsi e a coinvolgere un numero crescente di Paesi della regione. Nelle ultime ore si sono registrati nuovi attacchi, dichiarazioni durissime e mosse strategiche che fanno temere un allargamento ulteriore del conflitto. Particolarmente delicata resta la situazione al confine tra Israele e Libano, dove proseguono gli scontri con Hezbollah e dove entrambe le parti hanno ordinato evacuazioni di civili, segnale di un fronte che rischia di trasformarsi in un teatro di guerra stabile. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno adottato toni molto netti: il presidente ha dichiarato “Siamo in guerra, ma non siamo prede facili”, sottolineando la volontà di reagire a eventuali minacce. Sul piano internazionale cresce intanto il coinvolgimento degli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa americana, Washington avrebbe autorizzato una vendita d’emergenza a Israele di oltre 20mila bombe, per un valore stimato intorno ai 660 milioni di dollari, bypassando la procedura ordinaria di approvazione del Congresso. Il presidente Donald Trump ha difeso l’intervento affermando: “Abbiamo distrutto le comunicazioni dell’Iran. Siamo stati costretti a intervenire: erano molto vicini all’arma atomica”. Sul fronte opposto, da Teheran fanno sapere che entro le prossime 24 ore verrà convocata la riunione per designare la nuova Guida Suprema dopo la morte di Ali Khamenei. Nel frattempo i Pasdaran sostengono di aver colpito con missili la base americana di Juffeir, in Bahrein, come ritorsione per l’attacco contro l’impianto di desalinizzazione di Qeshm. Nelle ultime ore sono state segnalate anche esplosioni a Dubai, città già colpita in mattinata da un attacco contro l’aeroporto.

21:20 – Un morto a Dubai dopo la caduta di detriti di un missile intercettato
Le autorità di Dubai hanno confermato la morte di una persona dopo che frammenti di un missile intercettato dalla difesa aerea sono caduti su un’auto nella città. A riferirlo è il Dubai Media Office, precisando che la vittima era un residente di origine asiatica. Secondo le prime informazioni, i detriti provenivano dall’operazione di intercettazione di un proiettile lanciato dall’Iran e sono precipitati sul veicolo provocando l’impatto fatale. L’incidente è avvenuto mentre i sistemi di difesa degli Emirati erano impegnati a neutralizzare nuovi attacchi missilistici nella regione del Golfo, dove nelle ultime settimane diversi oggetti intercettati sono caduti in aree urbane causando danni e vittime civil

20:52 – Netanyahu: “Pronto un piano per destabilizzare il regime iraniano”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele dispone di “un piano organizzato con molte sorprese” per la prossima fase del conflitto con l’Iran. In un video diffuso nelle ultime ore, il premier ha sostenuto che l’obiettivo delle operazioni sarebbe “destabilizzare il regime e rendere possibile un cambio” ai vertici del Paese. Netanyahu ha poi rivolto un messaggio diretto ai Pasdaran, affermando: “Siete nel nostro mirino. Chiunque deponga le armi, non subirà alcun danno. Chi non lo farà, avrà il sangue sulla testa”.

20:39 – Netanyahu ai Pasdaran: “Chi si arrende verrà risparmiato”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha diffuso un messaggio diretto ai Guardiani della rivoluzione iraniani, avvertendo che le forze israeliane continueranno a colpire le strutture militari del regime. In un video pubblicato nelle ultime ore ha dichiarato: “I Guardiani della rivoluzione sono nel nostro mirino. Chi abbandonerà le armi sarà graziato, altrimenti lo colpiremo”. Netanyahu ha poi rivolto un appello anche alla popolazione iraniana: “Al popolo iraniano: il momento della verità si avvicina. La liberazione dal giogo del regime dipende da voi”, aggiungendo infine che “se vi presenterete nel momento della verità, non sarà lontano il giorno in cui Israele e Iran torneranno a essere amici coraggiosi”.

19:36 – Baghdad: attacco contro l’ambasciata degli Stati Uniti
Secondo quanto riferito dal canale televisivo iracheno Naia, vicino agli ambienti sciiti, l’ambasciata statunitense a Baghdad sarebbe stata presa di mira in un attacco nelle ultime ore. Al momento non sono stati diffusi dettagli sull’entità dei danni o su eventuali vittime. Intanto cresce la tensione nell’intera regione: l’ambasciata degli Stati Uniti in Giordania ha invitato con urgenza i cittadini americani presenti nel Paese a lasciare il territorio il prima possibile, alla luce del peggioramento della situazione di sicurezza.

19:26 – Iran avverte Washington: “Pronti a un’escalation”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha lanciato un nuovo avvertimento agli Stati Uniti, sostenendo che le forze armate di Teheran sono pronte a reagire a un eventuale inasprimento del conflitto. In una dichiarazione diffusa nelle ultime ore, Araghchi ha accusato il presidente americano Donald Trump di aver frainteso la disponibilità mostrata dall’Iran alla de-escalation. Secondo il ministro, l’apertura del presidente iraniano Masoud Pezeshkian a ridurre la tensione nella regione sarebbe stata “immediatamente annientata” da quella che ha definito una cattiva interpretazione delle capacità militari iraniane da parte di Washington. Araghchi ha inoltre sostenuto che “la disavventura durata una settimana è già costata all’esercito americano 100 miliardi di dollari, oltre alle vite di giovani soldati”, aggiungendo che, a suo avviso, il prezzo dell’operazione finirà per ricadere sui cittadini degli Stati Uniti.

18:56 – Media israeliani: ferito il figlio di Khamenei
Secondo alcune fonti giornalistiche israeliane, Mojtaba Khamenei, figlio della defunta Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, sarebbe rimasto ferito nelle ultime ore. A riferirlo è il giornalista Amit Segal, dell’emittente israeliana Channel 12 e del portale Ynet, che in un messaggio pubblicato su X ha scritto: “L’erede designato in Iran, il figlio di Khamenei, è stato ferito ma a quanto pare è ancora vivo”. Mojtaba Khamenei, secondogenito dell’ex leader iraniano, viene indicato da diversi analisti come uno dei principali candidati alla successione alla guida del Paese da parte dell’Assemblea degli Esperti.

18:45 – Tajani: oltre 20mila italiani rientrati dall’inizio della crisi
Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha aggiornato la situazione dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte dal conflitto, spiegando che la Farnesina continua a coordinare le operazioni di rientro. “Abbiamo fatto di nuovo il punto della situazione con tutti gli ambasciatori e i consoli delle aree coinvolte direttamente o indirettamente dalla crisi in corso. Innanzitutto ci siamo preoccupati sempre del rientro in patria dei nostri concittadini. Siamo già arrivati a oltre 20mila persone che sono state rimpatriate dall’inizio della crisi”, ha dichiarato nel corso di un punto stampa al ministero degli Esteri. Tajani ha aggiunto che le operazioni proseguono con l’organizzazione di nuovi voli e con l’inserimento dei connazionali sui collegamenti disponibili: “Continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli che si riescono a organizzare o, laddove vengono riaperti gli aeroporto, inserendo i nostri connazionali nei voli che partono”, sottolineando infine che “la situazione è leggermente migliorata per quanto riguarda la pressione dei nostri connazionali”.

18:40 – Incendio in un grattacielo a Dubai Marina dopo un’esplosione
Un incendio è scoppiato nella zona di Dubai Marina in seguito a una forte esplosione che avrebbe interessato un grattacielo del quartiere. Le fiamme si sono propagate rapidamente ai piani dell’edificio, mentre le autorità locali stanno cercando di chiarire le cause dell’episodio. Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, non è ancora chiaro se l’incendio sia stato provocato dall’impatto diretto di un missile oppure dalla caduta di detriti provenienti da missili intercettati dai sistemi di difesa aerea.

18:19 – Bahrein: incendi dopo il raid iraniano a Manama
Il ministero dell’Interno del Bahrein riferisce che un attacco iraniano ha provocato incendi nella capitale Manama, colpendo una casa e danneggiando anche altri edifici della zona. Al momento le autorità non hanno precisato se vi siano vittime o feriti, mentre proseguono le verifiche sui danni causati dal raid.

17:56 – Boato a Dubai dopo l’attacco del mattino
Una forte esplosione è stata avvertita a Dubai, come riferiscono i giornalisti dell’Afp presenti nell’area. La città era già finita nel mirino nelle prime ore della giornata, quando era stato segnalato un attacco contro l’aeroporto. Il nuovo boato riaccende la tensione in uno dei principali snodi del Golfo.

17:48 – Il presidente degli Emirati: “Siamo in guerra”
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha dichiarato che il Paese si trova in un vero e proprio “tempo di guerra”. In un messaggio rivolto alla nazione ha assicurato che gli Emirati faranno il proprio dovere “nei confronti del Paese, del nostro popolo e dei residenti che fanno parte della nostra famiglia”, aggiungendo anche un passaggio dal tono duro: “la pelle dura e la carne amara: non siamo prede facili”.

17:18 – Pasdaran: colpita la base Usa di Juffeir
I Guardiani della rivoluzione affermano di aver colpito una base militare americana in Bahrein come risposta a un attacco ritenuto attribuibile agli Stati Uniti. In una nota ufficiale si legge: “In risposta all’attacco dei terroristi americani all’impianto di desalinizzazione di Qeshm, la base americana di Juffeir in Bahrein è stata immediatamente presa di mira dai missili iraniani”.

17:10 – Iran, entro 24 ore la scelta della nuova Guida Suprema
La riunione del Consiglio degli esperti iraniano per indicare la nuova Guida Suprema si terrà entro le prossime ventiquattro ore. Lo ha annunciato il membro del consiglio e ayatollah Hossein Mozaffari, confermando che il passaggio istituzionale verrà affrontato in tempi rapidissimi mentre il Paese resta sotto pressione militare.

16:35 – Trump: “Abbiamo interrotto le comunicazioni iraniane”
Parlando nel corso di un evento dedicato allo “Shield of Americas”, il presidente americano Donald Trump ha sostenuto che l’operazione militare in Iran avrebbe colpito anche le capacità di comunicazione del Paese. “Le loro comunicazioni e telecomunicazioni sono interrotte. Non so come comunichino adesso, ma immagino che troveranno un modo. Dovevamo intervenire: erano molto vicini ad ottenere l’arma atomica”, ha dichiarato. Trump ha poi definito “degli eroi” i soldati americani uccisi nella guerra in Iran, promettendo che si cercherà “di ridurre” le perdite al minimo.

16:10 – Esplosioni segnalate nella capitale del Bahrein
Forti esplosioni sono state udite a Manama, capitale del Bahrein, come riportano i giornalisti dell’Afp. Al momento non sono ancora stati diffusi dettagli ufficiali sull’origine delle detonazioni, ma l’episodio si inserisce in una giornata di crescente tensione nel Golfo.

14:20 – Pasdaran: “Oltre 200 militari Usa uccisi in 24 ore”
Secondo un portavoce del quartier generale Khatam al-Anbiya dei Pasdaran, nelle ultime ventiquattro ore gli attacchi iraniani contro obiettivi americani nel Golfo avrebbero provocato un numero molto elevato di vittime. “Ventuno membri del personale della Quinta Flotta degli Stati Uniti operanti nella regione sono stati uccisi e molti altri feriti”, ha dichiarato, aggiungendo che “circa 200 persone sono state uccise e ferite nella base aerea americana di Al Dhafra”. Lo stesso portavoce ha sostenuto che le operazioni abbiano colpito anche altre strutture legate agli Stati Uniti nell’area e che “una petroliera di proprietà degli Stati Uniti è stata presa di mira nella parte settentrionale del Golfo Persico”.

13:36 – Nyt: bombe a Israele senza passare dal Congresso
Secondo il New York Times, il Dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio avrebbe fatto ricorso allo stato di emergenza legato alla guerra con l’Iran per autorizzare la vendita a Israele di oltre 20mila bombe, per un valore di circa 660 milioni di dollari, senza attendere il via libera del Congresso. Il quotidiano cita tre fonti informate e un comunicato diffuso nella notte, nel quale si legge che Rubio ha stabilito che “esiste un’emergenza che richiede l’immediata vendita” di 12mila bombe da oltre 450 chili ciascuna, oltre ad altri ordigni di peso inferiore e di piccolo diametro.

13:15 – Qatar Airways riattiva voli limitati su Doha
Qatar Airways ha annunciato che opererà una serie di voli limitati verso Doha, dopo l’autorizzazione temporanea concessa dall’Autorità per l’aviazione civile del Qatar, che ha individuato un corridoio operativo sicuro. In una nota la compagnia spiega che domani verranno effettuati collegamenti da Londra, Parigi, Madrid, Roma, Francoforte e Bangkok verso l’aeroporto internazionale di Hamad. Il vettore precisa però che “questi voli sono riservati ai passeggeri la cui destinazione finale è Doha” e che “non costituiscono una conferma della ripresa delle operazioni commerciali programmate”, invitando inoltre i viaggiatori a non presentarsi in aeroporto senza un biglietto valido e confermato.

12:56 – Hezbollah ordina di lasciare Kiryat Shmona
Hezbollah ha intimato ai residenti della città israeliana di Kiryat Shmona, nel nord del Paese, di “evacuare le loro abitazioni immediatamente e dirigersi a sud”. Nello stesso momento le sirene di allarme sono tornate a suonare nel nord di Israele dopo il lancio di un razzo dal Libano. Il ministro della Difesa Israel Katz ha replicato avvertendo che, se Hezbollah colpirà truppe o civili israeliani, il Libano ne pagherà il prezzo, ricordando al presidente libanese Joseph Aoun l’impegno a far rispettare il cessate il fuoco e il disarmo del gruppo.

12:54 – Teheran all’Onu: “Assumetevi le vostre responsabilità”
L’Iran ha criticato apertamente il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, giudicando fuorvianti le sue parole sul conflitto. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei ha dichiarato: “Egregio signor segretario generale, chiamiamo le cose con il loro nome. Questo non è ‘un combattimento’, si tratta di un ‘atto di aggressione non provocato’ lanciato da due regimi dotati di armi nucleari contro l’Iran”. Ha poi ricordato che Teheran era impegnata in trattative diplomatiche mentre “gli Stati Uniti e Israele attaccavano l’Iran”, chiedendo infine che “l’Onu dovrà essere onesta e assumersi le proprie responsabilità legali e morali riguardo a questa guerra illegale contro l’Iran”.

12:51 – L’Idf ordina l’evacuazione di Tiro
Israele ha ordinato ai residenti di Tiro, nel sud del Libano, di lasciare alcune aree della città in vista di un attacco contro edifici indicati in una mappa allegata al messaggio diffuso dalle Idf. Secondo l’esercito israeliano, i sei edifici segnalati apparterrebbero a Hezbollah.

12:44 – Emirati: “Intercettati 15 missili e 119 droni”
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha reso noto che le difese aeree del Paese hanno neutralizzato quasi totalmente l’attacco lanciato dall’Iran. Nella nota si legge che sono stati rilevati “16 missili balistici, di cui 15 sono stati intercettati e distrutti, mentre uno è caduto in mare”. Inoltre, i sistemi emiratini avrebbero individuato “121 droni di cui 119 sono stati intercettati, mentre due sono caduti nel territorio degli Emirati Arabi Uniti”.

12:42 – Guterres condanna l’attacco a una base Onu in Libano
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha condannato il raid compiuto ieri contro una base delle Nazioni Unite nel sud del Libano, attacco nel quale sono rimasti gravemente feriti tre caschi blu ghanesi. Il segretario generale ha espresso forte preoccupazione per la sicurezza del personale internazionale impegnato nell’area.

12:41 – Hegseth: “Sono gli iraniani a doversi preoccupare”
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha liquidato le preoccupazioni legate all’intelligence russa con una frase secca: “L’intelligence russa non mi preoccupa, sono gli iraniani a doversi preoccupare”. Poi ha aggiunto: “Noi mettiamo in pericolo gli altri, questo è il nostro lavoro”.

12:38 – Trump avverte: “Colpiremo duro anche dove non abbiamo colpito”
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che gli attacchi contro l’Iran potrebbero estendersi anche a zone finora rimaste fuori dagli obiettivi del Pentagono. Il messaggio è arrivato in termini diretti: “Colpiremo duro, anche nelle zone non attaccate”.

12:28 – Trump: “L’Iran non è più il bullo, è il perdente del Medio Oriente”
In un lungo messaggio pubblicato su Truth Social, Donald Trump ha sostenuto che l’Iran sarebbe stato piegato dagli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele. “L’Iran, che sta venendo sconfitto in modo schiacciante, ha chiesto scusa e si è arreso ai suoi vicini mediorientali, promettendo che non avrebbe più sparato contro di loro”, ha affermato. Secondo Trump, questa promessa sarebbe arrivata “solo a causa dell’implacabile attacco degli Stati Uniti e di Israele”. Il presidente ha poi scritto: “L’Iran non è più il ‘bullo del Medio Oriente’, ma è invece ‘il perdente del Medio Oriente’ e lo sarà per molti decenni fino a quando non si arrenderà o, più probabilmente, crollerà completamente!”.

12:20 – A Teheran arrivano i primi giornalisti della Cnn
La Cnn ha raccontato di essere riuscita a entrare a Teheran con il proprio inviato Fred Pleitgen e la fotoreporter Claudia Otto, i primi giornalisti di un’emittente americana presenti nella Repubblica islamica dall’inizio della guerra. Nel suo primo reportage Pleitgen riferisce che “Teheran è semideserta, la città è sotto costanti e massicci bombardamenti. In molti hanno deciso di andarsene, perché rimanere qui sembra davvero molto pericoloso”. La rete precisa di operare in Iran con autorizzazione governativa.

12:18 – Iran: “Hormuz resta aperto, ma colpiremo le navi Usa e Israele”
Il portavoce delle forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi ha dichiarato che Teheran continuerà a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, ma ha avvertito che le imbarcazioni riconducibili a Stati Uniti e Israele saranno considerate bersagli. “Controlliamo lo Stretto di Hormuz, ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo. Tuttavia, le navi degli Stati Uniti e di Israele saranno prese di mira dalle forze armate iraniane”, ha affermato, aggiungendo che l’Iran “non può fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi di tutti i Paesi” e che ogni eventuale incidente ricadrà sulla situazione di guerra in corso.

12:06 – Onu: “In Libano servono subito colloqui”
La coordinatrice speciale delle Nazioni Unite in Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha chiesto l’apertura di un dialogo immediato tra Libano e Israele per interrompere gli scontri iniziati lunedì. “I colloqui tra Libano e Israele possono essere l’elemento decisivo che permetterà alle generazioni future di evitare di rivivere lo stesso incubo più e più volte”, ha dichiarato. Poi ha aggiunto: “Se la situazione è già seria, è destinato a peggiorare ancora. Troppe persone rischiano di soffrire. Le ostilità devono cessare”.

12:02 – Emirates prosegue con un piano di volo ridotto
In una nota ufficiale, Emirates ha spiegato che, con la riapertura limitata dello spazio aereo, continuerà a operare con un programma ridotto “fino a nuovo avviso”. La compagnia precisa che “i passeggeri con prenotazioni precedenti hanno la priorità di imbarco su questi voli limitati” e che i viaggiatori in transito a Dubai saranno accettati solo se anche il volo successivo risulterà operativo.

12:00 – IdF: “Nessuna traccia dei resti di Ron Arad”
L’esercito israeliano ha confermato che nella notte le forze speciali dell’aeronautica hanno condotto un’operazione nel Libano orientale, nella zona di Nabi Chit, nel tentativo di localizzare i resti dell’aviatore Ron Arad, disperso dal 1986. Le Idf hanno però precisato che non sono stati trovati resti riconducibili al pilota.

11:53 – Teheran rivendica attacchi contro basi Usa nel Golfo
Le forze armate iraniane affermano di aver lanciato una nuova ondata di droni contro basi militari americane nel Golfo e contro obiettivi in Israele. In un comunicato riportato dall’agenzia Irna, l’esercito dichiara che “la Marina militare iraniana ha preso di mira basi militari e territori occupati con una massiccia ondata di attacchi di droni”, citando tra gli obiettivi la base Al-Minhad negli Emirati, una struttura in Kuwait e “una struttura strategica” in Israele. Un secondo comunicato dei Pasdaran sostiene inoltre che sia stata colpita anche la base aerea Al-Dhafra.

11:51 – IdF: colpiti e uccisi dirigenti Hezbollah nel Libano est e sud
L’esercito israeliano ha annunciato di aver preso di mira centri di comando di Hezbollah nel sud e nell’est del Libano, uccidendo diversi esponenti del gruppo. In una nota si legge: “Abbiamo completato un’ulteriore ondata di attacchi contro lanciarazzi, depositi di armi e ulteriori siti militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah in varie aree del sud del Libano e nella valle della Beqaa”. Le IdF hanno aggiunto che ieri sono stati colpiti anche comandanti della “Forza Radwan”.

10:36 – Media israeliani: blitz in Libano per cercare i resti di Ron Arad
Secondo media israeliani che citano fonti libanesi, il blitz notturno compiuto dall’esercito israeliano nel villaggio di Nabi Sheet, nella valle della Beqaa, aveva l’obiettivo di localizzare i resti del pilota israeliano disperso Ron Arad. Gli elicotteri avrebbero fatto atterrare truppe nelle vicinanze del villaggio, con successivo avanzamento verso il cimitero. Hezbollah avrebbe aperto il fuoco e le forze israeliane avrebbero risposto coprendosi con supporto aereo. Il bilancio provvisorio parla di 16 morti e 35 feriti tra i libanesi.

11:22 – Teheran avverte l’Europa: “Sarete obiettivi legittimi”
Il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi ha lanciato un monito ai Paesi europei, avvertendo che qualsiasi loro coinvolgimento diretto nel conflitto li trasformerebbe in bersagli. Secondo l’agenzia Mehr, l’esponente iraniano ha dichiarato che se gli Stati europei “partecipassero all’aggressione israelo-americana” diventerebbero “obiettivi legittimi per l’Iran”.

11:20 – La Spagna condanna i raid “massicci” in Libano
Il governo spagnolo ha condannato “categoricamente” gli attacchi “massicci” di Israele sul Libano, esprimendo solidarietà alle famiglie delle vittime civili. In una nota del ministero degli Esteri, Madrid ha ribadito il proprio sostegno alla stabilità del Libano e ha chiesto a Israele di rispettare il diritto internazionale, la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e il cessate il fuoco del novembre 2024. La Spagna ha anche confermato il proprio appoggio alla missione Unifil e al contingente spagnolo schierato nel Paese.

10:49 – Nbc: Trump valuta seriamente l’invio di truppe di terra
Secondo Nbc News, Donald Trump avrebbe espresso in colloqui privati un “serio interesse” per l’invio di truppe sul territorio iraniano. Le fonti citate dall’emittente spiegano che il presidente starebbe immaginando uno scenario postbellico in cui gli Stati Uniti mettano in sicurezza l’uranio iraniano e collaborino con un nuovo assetto di potere sul piano energetico. Non si tratterebbe però di un’invasione su larga scala, bensì di piccoli contingenti destinati a obiettivi strategici. Al momento, sempre secondo le stesse fonti, non sarebbe stata presa alcuna decisione definitiva.

10:38 – Media israeliani: colpita anche l’università dei Pasdaran
Secondo la testata israeliana Ynet, nell’ambito degli attacchi di questa mattina i caccia dell’aviazione israeliana avrebbero sganciato circa 230 munizioni su diversi siti militari del regime iraniano. Tra i bersagli indicati figura l’Università Militare Centrale Imam Hussein delle Guardie Rivoluzionarie, oltre a un sito di stoccaggio missilistico con bunker e infrastrutture di lancio e a un complesso sotterraneo destinato allo stoccaggio e alla produzione di missili balistici.

10:33 – Scattano le sirene a Gerusalemme
Le sirene dell’allarme antiaereo sono tornate a suonare a Gerusalemme dopo l’annuncio di una nuova ondata di missili lanciati dall’Iran verso Israele.

10:28 – Trump a Dover per rendere omaggio ai sei caduti Usa
Donald Trump ha annunciato che si recherà oggi alla Dover Air Force Base, in Delaware, insieme alla first lady e ad alcuni membri del governo, per partecipare al rientro delle salme dei sei militari americani uccisi in Kuwait. In un post su Truth Social ha scritto: “Sarò alla Dover Air Force Base, con la first lady e membri del mio gabinetto, per rendere l’estremo omaggio ai nostri grandi guerrieri che ritornano a casa per l’ultima volta”. Secondo i media americani, i soldati si trovavano in una struttura di Port Shuaiba al momento dell’attacco dei droni iraniani.

10:02 – La borsa iraniana resta chiusa
I media statali iraniani riferiscono che la borsa di Teheran resterà chiusa “fino a nuovo avviso”. La decisione arriva mentre proseguono gli attacchi di Stati Uniti e Israele e mentre Teheran continua a colpire obiettivi nella regione del Golfo.

09:56 – Emirates annuncia la ripresa dei voli da Dubai
Emirates ha comunicato la ripresa delle operazioni dopo la sospensione temporanea dei voli da e per Dubai. In una nota la compagnia precisa: “I passeggeri che hanno confermato la prenotazione per i voli di questo pomeriggio possono recarsi in aeroporto. Questo vale anche per i clienti in transito a Dubai, se anche il loro volo in coincidenza è operativo”. Secondo la Bbc, anche l’aeroporto di Dubai avrebbe ripreso le attività dopo la chiusura legata all’intercettazione di droni iraniani.

09:45 – Media regionali: raid Usa sull’isola iraniana di Kish
Diversi media della regione riferiscono che le forze americane avrebbero bombardato l’isola di Kish, località turistica iraniana nel Golfo Persico.

09:32 – Dubai riapre parzialmente lo scalo
L’aeroporto internazionale di Dubai, temporaneamente chiuso dopo un attacco iraniano alla città, è stato riaperto in parte. In parallelo, la compagnia Emirates ha annunciato la graduale ripresa dei voli.

09:27 – Emirates riparte, sollievo tra i passeggeri a Dubai
Dubai e la compagnia di bandiera Emirates hanno confermato la ripresa delle operazioni dopo la sospensione temporanea provocata dall’attacco iraniano sulla città. La notizia ha portato sollievo all’aeroporto internazionale, dove molti viaggiatori si erano rifugiati nei tunnel dopo aver sentito un forte boato sopra le loro teste. Le autorità non hanno ancora chiarito se vi siano stati danni o intercettazioni.

09:26 – IdF annuncia nuovi attacchi su Teheran e Isfahan
Le forze israeliane hanno comunicato di aver lanciato una nuova ondata di “attacchi” su Teheran e Isfahan. In un messaggio pubblicato su Telegram, l’Idf spiega che nel mirino ci sono “infrastrutture terroristiche”.

09:21 – Libano: 16 morti e 35 feriti nei raid israeliani
Il ministero della Salute libanese riferisce che gli attacchi aerei israeliani sulla città di Al Nabi Sheet hanno provocato almeno 16 morti e 35 feriti durante i raid notturni. Hezbollah, sostenuto dall’Iran, afferma che i propri combattenti hanno affrontato una forza israeliana atterrata venerdì sera sulle montagne del Libano orientale.

09:06 – Stop temporaneo a tutte le operazioni all’aeroporto di Dubai
L’aeroporto di Dubai, il più trafficato al mondo per il traffico internazionale, ha sospeso tutte le operazioni dopo che un oggetto è stato intercettato dalla difesa aerea nella zona. In una nota ufficiale si legge: “Per la sicurezza dei passeggeri, del personale aeroportuale e degli equipaggi delle compagnie aeree, le operazioni all’Aeroporto Internazionale di Dubai (Dxb) sono state temporaneamente sospese. Tutte le procedure sono gestite in linea con i protocolli di sicurezza stabiliti”.

08:42 – Pezeshkian: “Non ci arrenderemo mai”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato in un messaggio televisivo che “l’Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele”. Ha poi aggiunto: “I nemici devono portare con sé nella tomba il desiderio di resa del popolo iraniano”, secondo quanto riportato dall’Afp.

08:11 – Pasdaran: colpiti gruppi separatisti nel Kurdistan iracheno
Le Guardie rivoluzionarie iraniane affermano di aver attaccato “gruppi separatisti” presenti nella regione del Kurdistan iracheno. In una nota diffusa dall’agenzia Tasnim si legge: “Tre postazioni sono state colpite questa mattina”. I Pasdaran aggiungono: “Se i gruppi separatisti nella regione del Kurdistan faranno qualsiasi azione contro l’integrità territoriale dell’Iran, li schiacceremo”.

08:09 – Domani vertice straordinario della Lega Araba
I ministri degli Esteri della Lega Araba si riuniranno domani in videoconferenza per discutere “gli attacchi iraniani sui territori di diversi paesi arabi”. Lo ha annunciato il vice segretario generale Hossam Zaki, precisando che l’incontro è stato chiesto da Kuwait, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Egitto e Giordania.

07:54 – Usa: “Quella di stanotte è stata la più grande ondata di raid”
Un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha definito la notte appena trascorsa la “più grande campagna di bombardamenti” americana in Iran. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato a Fox Business: “Faremo i danni maggiori ai lanciamissili iraniani e alle fabbriche che costruiscono i missili. Li stiamo sostanzialmente distruggendo. E, sapete, la nostra campagna è stata travolgente”.

07:44 – Media Usa: terza portaerei americana verso il Mediterraneo
Secondo quanto riferisce Fox News, gli Stati Uniti sarebbero pronti a inviare nel Mediterraneo una terza portaerei oltre alla Abraham Lincoln e alla Gerald Ford. La rete spiega che la George H.W. Bush dovrebbe partire a breve verso il Mediterraneo orientale dopo il passaggio della Gerald Ford attraverso il Canale di Suez.

07:34 – Teheran accusa l’Onu: “Si assuma le sue responsabilità”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha rivolto un duro attacco alle Nazioni Unite dopo le parole di Antonio Guterres. “L’Onu sia schietta e si assuma le proprie responsabilità legali e morali riguardo alla guerra illegale di Stati Uniti e Israele contro l’Iran”, ha dichiarato. In un post su X ha aggiunto: “Chiamiamo le cose con il loro nome. Questo non è combattimento, ma un atto di aggressione immotivato”, accusando inoltre l’Onu di concentrarsi solo sull’economia globale e non sui civili iraniani “uccisi e mutilati”.

07:14 – IdF: 230 munizioni su Teheran, colpita l’università militare
Le forze israeliane hanno annunciato di aver completato una nuova ondata di attacchi su Teheran, durante la quale sarebbero state sganciate circa 230 munizioni contro siti militari del regime iraniano. Tra gli obiettivi figura l’università militare centrale Imam Hussein delle Guardie rivoluzionarie, oltre a depositi missilistici, bunker, infrastrutture di lancio e un sito sotterraneo per la produzione e lo stoccaggio di missili balistici, dove – secondo Israele – operavano centinaia di soldati.

06:47 – Pasdaran agli Usa: “Vi aspettiamo a Hormuz”
I Guardiani della rivoluzione iraniani dichiarano di essere pronti a reagire a un eventuale intervento americano nello Stretto di Hormuz. Il portavoce Ali Mohammad Naini ha affermato: “Stiamo aspettando la loro presenza”, riferendosi alle eventuali navi Usa incaricate di scortare i convogli. Poi ha aggiunto: “Raccomandiamo agli americani, prima di prendere qualsiasi decisione, di ricordare l’incendio della superpetroliera americana Bridgeton nel 1987 e le petroliere colpite di recente”.

06:45 – La marina iraniana annuncia un attacco massiccio con droni
L’esercito di Teheran riferisce che la marina iraniana ha lanciato un grande attacco di droni contro forze americane e israeliane presenti in Medio Oriente. La notizia è stata diffusa dagli stessi comandi iraniani.

05:08 – Nuovi boati a Dubai e Manama
La rappresaglia iraniana contro i Paesi del Golfo che ospitano basi o infrastrutture di supporto agli Stati Uniti continua. Nelle prime ore della notte sono stati segnalati nuovi boati a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e a Manama, in Bahrein. Secondo fonti locali, potrebbero trattarsi di attacchi o tentativi di attacco contro infrastrutture considerate strategiche per il supporto logistico americano.

05:03 – Esplosione a Gerusalemme dopo l’allerta missili
Una forte esplosione è stata avvertita a Gerusalemme subito dopo l’attivazione delle sirene antiaeree per l’arrivo di un missile iraniano. L’esercito israeliano riferisce che i sistemi antimissile sono entrati in azione per intercettare la minaccia. Pochi minuti più tardi l’Idf ha comunicato la fine dell’allerta.

04:51 – Trump a Dover per rendere omaggio ai militari uccisi
Il presidente Donald Trump ha annunciato che oggi si recherà alla base aerea di Dover, insieme a Melania Trump e ad alcuni membri dell’amministrazione, per onorare i sei riservisti americani morti negli ultimi attacchi. I militari sono deceduti domenica quando un drone ha colpito un centro di comando a Port Shuaiba, in Kuwait. La cerimonia del “dignified transfer” rappresenterà uno dei momenti più delicati dell’attuale escalation.

04:36 – Scontri tra Hezbollah e Israele lungo il confine siriano
Media ufficiali libanesi parlano di combattimenti nell’area montuosa tra Libano e Siria, dove truppe israeliane avrebbero tentato un’incursione. Hezbollah sostiene che i propri uomini siano intervenuti per respingere l’operazione. Israele, per il momento, non ha confermato l’episodio.

03:15 – Sirene d’allarme in Bahrein
Il Bahrein ha attivato le sirene di emergenza invitando i cittadini a cercare rifugio in luoghi sicuri. Il ministero dell’Interno ha diffuso un avviso sui social chiedendo alla popolazione di mantenere la calma mentre venivano valutate possibili minacce aeree.

01:49 – Nuovi raid israeliani su vasta scala a Teheran
L’esercito israeliano ha annunciato una nuova serie di attacchi su vasta scala contro infrastrutture militari e obiettivi strategici nella capitale iraniana. La televisione di Stato di Teheran ha confermato almeno un’esplosione nella parte occidentale della città. Poche ore prima erano stati lanciati missili iraniani verso Tel Aviv, senza vittime secondo i servizi di emergenza.

01:09 – Arabia Saudita: abbattuti quattro droni iraniani
Il ministero della Difesa saudita riferisce di aver distrutto quattro droni iraniani diretti verso il giacimento petrolifero di Shaybah, una delle infrastrutture energetiche più importanti del Paese, situata nella regione desertica dell’Empty Quarter.

00:57 – Trump valuta l’invio di truppe in Iran
Secondo fonti dell’amministrazione citate dai media americani, Donald Trump starebbe discutendo con i propri consiglieri la possibilità di schierare un contingente di truppe statunitensi sul territorio iraniano. Non si tratterebbe di una invasione su larga scala, ma di un impiego limitato con obiettivi precisi, tra cui la messa in sicurezza dell’uranio iraniano e il controllo di alcune infrastrutture energetiche in un eventuale scenario postbellico.

00:52 – Bombardato l’aeroporto di Teheran
L’agenzia iraniana Tasnim riferisce di pesanti bombardamenti sull’aeroporto internazionale Mehrabad di Teheran. Testimoni parlano di numerose esplosioni nella zona dell’infrastruttura, che ha sia funzioni civili sia militari.

00:33 – Trump: “Eliminati due gruppi di leader iraniani”
Parlando alla Casa Bianca, il presidente americano ha sostenuto che gli attacchi abbiano già colpito due gruppi della leadership militare iraniana. “Il loro esercito è sparito, la loro marina è sparita, le loro comunicazioni sono sparite”, ha dichiarato, affermando che l’operazione avrebbe ridotto in modo drastico le capacità militari di Teheran.

00:30 – Washington valuta un allentamento delle sanzioni sul petrolio russo
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione la possibilità di sospendere temporaneamente alcune sanzioni sul petrolio russo per contenere la pressione sui mercati energetici. La guerra con l’Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno fatto salire il prezzo del greggio dell’8,5% in un giorno e di quasi il 30% nell’ultima settimana.

00:28 – Trump attacca un giornalista di Fox News
Durante un evento alla Casa Bianca, Donald Trump ha reagito con irritazione a una domanda riguardante un possibile sostegno russo all’Iran. Dopo aver minimizzato l’ipotesi, il presidente ha definito il quesito “stupido”, sostenendo che un eventuale aiuto di Mosca non cambierebbe il corso delle operazioni.

00:17 – Teheran avverte l’Europa: “Sarete obiettivi legittimi”
Il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi ha dichiarato che i Paesi europei potrebbero diventare “obiettivi legittimi” se dovessero sostenere militarmente l’operazione guidata da Stati Uniti e Israele. Secondo Teheran, il conflitto sarebbe stato imposto all’Iran dopo il fallimento dei negoziati con Washington.

00:16 – Nuovo attacco iraniano contro Israele
Diversi missili iraniani sono stati lanciati verso il sud di Israele, con esplosioni segnalate nell’area di Beersheba. L’esercito israeliano ha confermato l’attacco, spiegando che al momento non risultano feriti.

00:13 – Casa Bianca: “L’aiuto russo non cambia nulla”
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha dichiarato che un eventuale sostegno russo all’Iran non avrebbe alcun impatto decisivo sull’andamento della guerra. “Non sta facendo alcuna differenza rispetto alle operazioni militari in Iran, perché li stiamo completamente decimando”, ha affermato.

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