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Guerra Iran, drone colpisce base a Cipro. Trump: “Li stiamo massacrando, avanti fino a che sarà necessario”

Base militare britannica Akrotiri a Cipro colpita da drone

Un drone ha colpito la base britannica di Akrotiri a Cipro, mentre missili di Hezbollah sono stati lanciati verso Haifa. L’esercito israeliano ha intensificato i raid su Beirut e Teheran, estendendo così il conflitto tra Iran e Israele al Libano e al Golfo Persico. Attacchi sono stati segnalati anche in Kuwait, dove è stata colpita una base Usa. Nel frattempo, è stata confermata la morte della moglie di Khamenei, Mansoureh Khojasteh.

La guerra tra Iran e Israele ha raggiunto una nuova escalation con il coinvolgimento di infrastrutture militari europee. Nella notte, un drone ha preso di mira la base aerea britannica di Akrotiri, situata a Cipro, causando danni limitati ma segnando un significativo salto di intensità nel conflitto. Subito dopo, dal Libano, il gruppo Hezbollah ha lanciato missili in direzione di Haifa, e l’Idf ha risposto con raid su Beirut e Teheran, estendendo i combattimenti nel Golfo Persico con attacchi a Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.

19.20 – Pasdaran: “Colpita petroliera Usa”
Le Guardie della Rivoluzione iraniane annunciano di aver preso di mira una petroliera collegata agli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz, nell’ambito della nuova fase di ritorsioni contro l’operazione congiunta americano-israeliana. In una nota ufficiale i Pasdaran affermano: “La petroliera Athe Nova, uno degli alleati americani nello Stretto di Hormuz, è ancora in fiamme dopo essere stata colpita da due droni”. L’episodio si inserisce in un contesto di forte tensione nello snodo marittimo strategico per il traffico globale di petrolio e gas, che le stesse autorità iraniane avevano dichiarato “chiuso” sabato scorso dopo l’avvio degli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele.

18.50 – Trump: “Annienteremo il regime”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito con fermezza la posizione americana sull’operazione in corso contro l’Iran, affermando che l’azione militare proseguirà “con tutto il tempo che sarà necessario” e sottolineando “Io non mi annoio” in relazione al prolungarsi del conflitto. Nel corso delle sue dichiarazioni ha anche affrontato il tema delle perdite subite, definendo gli Usa “addolorati” per la morte dei quattro militari uccisi durante l’operazione contro Teheran, confermando al contempo l’intenzione di portare avanti la campagna finché gli obiettivi strategici dichiarati non saranno raggiunti.

18.20 – Trump: “Proseguiremo finché sarà necessario”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a intervenire sull’operazione militare contro l’Iran, sostenendo che l’offensiva starebbe procedendo più velocemente del previsto, pur ammettendo che potrebbe durare più a lungo delle stime iniziali. “Siamo già sostanzialmente in anticipo rispetto alle nostre previsioni temporali – ha detto alla Casa Bianca – dall’inizio avevamo previsto dalle quattro alle cinque settimane, ma abbiamo la capacità di andare molto più a lungo. Lo faremo”. Trump ha poi respinto le critiche secondo cui punterebbe a una conclusione rapida per disinteresse personale: “Qualcuno ha detto oggi: ‘Il presidente vuole farlo molto rapidamente, poi si annoierà. Io non mi annoio. Non c’è nulla di noioso in tutto questo”. Il presidente ha quindi aggiunto: “Avevamo previsto quattro settimane per completarla. La leadership militare è stata neutralizzata in circa un’ora, quindi siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia”.

18.10 – Trump rivendica: “Eliminata la flotta iraniana”
Intervenendo a una cerimonia alla Casa Bianca, Donald Trump ha ribadito che dopo gli attacchi di giugno aveva messo in guardia Teheran dal riattivare il proprio programma nucleare. “Avevo avvertito l’Iran di non riavviare il programma nucleare”, ha dichiarato, definendo l’eventuale combinazione tra missili a lungo raggio e arma atomica una “minaccia intollerabile”. Il presidente ha poi rivendicato i risultati delle operazioni militari affermando: “Abbiamo eliminato la flotta dell’Iran, le loro navi sono in fondo al mare”.

17.45 – Beirut, ucciso leader militare della Jihad Islamica
Il comandante delle Brigate al-Quds in Libano, ala armata della Jihad Islamica Palestinese (Pij), è stato ucciso nella periferia sud di Beirut durante un bombardamento attribuito all’Idf. A confermare la notizia è stata la stessa organizzazione, che ha dichiarato che Adham Adnan al-Othman è stato eliminato in una “perfida aggressione sionista all’alba di lunedì”. La Jihad Islamica Palestinese è considerata alleata sia di Hamas sia di Hezbollah, e l’episodio rischia di alimentare ulteriormente la tensione sul fronte libanese.

17.11 – “Neutralizzati due Su24 russi”
Il ministero della Difesa del Qatar comunica che le proprie forze armate avrebbero abbattuto due velivoli Su24 di fabbricazione russa provenienti dall’Iran. La notizia, rilanciata da Sky News, si inserisce in un quadro di crescente tensione nella regione del Golfo. Nella stessa nota si legge che sarebbero stati “intercettati con successo sette missili balistici attraverso le difese aeree e cinque droni dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare del Qatar, che oggi hanno preso di mira diverse aree dello Stato”, a conferma di una giornata caratterizzata da un’intensa attività difensiva.

16.50 – Non si esclude l’invio di truppe
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, intervenendo in conferenza stampa, non ha chiuso alla possibilità di un coinvolgimento diretto di forze americane sul terreno. “Faremo ciò che sarà necessario”, ha dichiarato, precisando però che sarebbe da “stupidi” anticipare i piani di guerra degli Stati Uniti. Hegseth ha quindi ribadito: “Non entreremo nel dettaglio di cosa faremo o non faremo”, sottolineando la volontà di mantenere riservate le strategie operative. Il capo del Pentagono ha poi aggiunto: “Non siamo stupidi. E non è necessario mandare lì 200.000 persone e restarci per 20 anni. Abbiamo dimostrato che è possibile raggiungere obiettivi che promuovono gli interessi americani senza essere stupidi”, lasciando intendere un approccio mirato e calibrato.

16.25 – Trump: “Presto una nuova ondata”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenendo in un’intervista alla Cnn, ha descritto l’operazione contro l’Iran come “molto efficace”, affermando: “Li stiamo massacrando. Penso che stia andando molto bene”. Tuttavia, ha precisato che la fase più intensa dell’offensiva non sarebbe ancora iniziata. “Non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata non si è ancora verificata. Arriverà presto”, ha aggiunto, lasciando intendere che un’ulteriore escalation sarebbe imminente. Trump ha poi rivolto un messaggio alla popolazione iraniana, spiegando: “Vogliamo aiutare il popolo iraniano, ma al momento vogliamo che tutti restino a casa. Non è sicuro là fuori”.

Mappa missili e droni in Medio Oriente

16.05 – Ipotesi sull’origine dei missili
Alcune fonti mediatiche libanesi sostengono che i droni diretti verso la base britannica a Cipro sarebbero partiti da aree controllate da Hezbollah. Si tratta, al momento, di ricostruzioni non confermate ufficialmente. Le autorità stanno verificando traiettorie e segnali radar per chiarire la provenienza effettiva degli attacchi.

Missili lanciati nel conflitto Iran-Israele

15.26 – Tajani: “Nessuno al riparo da bomba atomica”
Durante l’informativa al Senato sugli sviluppi del conflitto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato l’episodio di Cipro sottolineando che, pur trattandosi di danni contenuti, il segnale politico è forte: “Nessuno sarebbe realmente al sicuro di fronte a un Iran dotato di missili avanzati e, potenzialmente, di capacità nucleare”. Un passaggio che evidenzia la crescente preoccupazione internazionale.

14.44 – Decesso della moglie di Khamenei
Secondo quanto riportato da Iran International, Mansoureh Khojasteh, moglie della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, sarebbe morta dopo essere rimasta in coma per diverse ore. La donna era stata ferita durante gli attacchi che hanno causato la morte del leader iraniano.

13.55 – Aggiornamento sul bilancio americano
Il Pentagono ha comunicato che uno dei cinque militari statunitensi rimasti feriti nell’operazione contro l’Iran è deceduto a causa delle lesioni riportate. Il numero complessivo dei soldati americani morti sale così a quattro.

Forze di sicurezza israeliane durante raid a Beirut

13.20 – Katz minaccia il leader di Hezbollah
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Naim Qassem, leader di Hezbollah, “rischia la stessa sorte di Ali Khamenei”. Le parole arrivano mentre l’Idf conferma nuovi bombardamenti nella periferia sud di Beirut e l’eliminazione mirata di un alto dirigente del movimento sciita.

Missili lanciati da Hezbollah verso Israele

12.01 – Nuova allerta a Cipro, evacuato aeroporto
Le sirene sono tornate a suonare nella base della Raf ad Akrotiri. L’allarme è stato diramato dopo il rilevamento di un drone nello spazio aereo. Per motivi di sicurezza è stato evacuato anche l’aeroporto internazionale di Paphos. Le autorità cipriote mantengono il livello massimo di attenzione, mentre la riunione del Consiglio Affari Generali dell’Ue è stata annullata.

11.20 – Germania alza il livello di vigilanza
Le forze di sicurezza tedesche hanno rafforzato i controlli in aeroporti e stazioni ferroviarie. Secondo quanto riferito dal sindacato di polizia federale, le infrastrutture considerate sensibili vengono ora presidiate con maggiore intensità alla luce della crisi in Medio Oriente.

11.16 – Pasdaran: “Colpito Netanyahu”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver preso di mira l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu e la sede del comando dell’aeronautica. Secondo l’agenzia Tasnim, l’attacco sarebbe avvenuto con missili Khyber. Non vi sono conferme indipendenti da parte israeliana.

11.15 – Stati del Golfo: posizione comune contro Teheran
I Paesi arabi del Golfo alleati di Washington annunciano una linea condivisa in risposta agli attacchi iraniani. In una nota congiunta, Arabia Saudita, Bahrein, Giordania, Kuwait, Qatar ed Emirati ribadiscono il diritto all’autodifesa e avvertono che le azioni di Teheran non resteranno senza risposta.

10.58 – Francia pronta a sostenere gli alleati
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha espresso piena solidarietà ai Paesi del Golfo e alla Giordania, dichiarando che Parigi è pronta a contribuire alla loro difesa qualora la situazione lo richiedesse.

10.52 – Operazione in Libano destinata a prolungarsi
L’esercito israeliano comunica che l’azione militare in Libano potrebbe estendersi per diversi giorni. Intanto, nel sud del Paese, continuano gli spostamenti di civili verso zone considerate più sicure.

10.50 – Riunione Ue rinviata a causa della crisi
Il Consiglio Affari Generali dell’Unione europea previsto a Cipro è stato rinviato. La presidenza cipriota ha confermato che l’incidente con drone contro la base britannica non ha colpito direttamente la Repubblica di Cipro, ma la situazione logistica e di sicurezza ha reso necessario il rinvio.

10.45 – Incendio su nave in Bahrein dopo caduta di detriti
Una nave in Bahrein è stata colpita da detriti provenienti da un missile intercettato. L’impatto ha provocato un incendio a bordo, causando almeno una vittima e diversi feriti gravi.

10.25 – Parigi conferma disponibilità militare
La Francia ribadisce la propria disponibilità a contribuire alla protezione dei Paesi del Golfo, rafforzando il messaggio già espresso in precedenza dal ministro Barrot.

10.18 – Aiea: “Scenario molto preoccupante”
Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, avverte che non si può escludere un rilascio radiologico con conseguenze significative. In uno scenario estremo, potrebbero rendersi necessarie evacuazioni su larga scala.

10.05 – Teheran chiude alla diplomazia con Washington
Il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, respinge ogni ipotesi di negoziato con gli Stati Uniti, accusando l’amministrazione americana di aver trascinato la regione in un conflitto non iniziato dall’Iran.

09.28 – Tra gli italiani bloccati all’estero anche una famiglia con una donna incinta
Tra i connazionali rimasti bloccati nell’area del Golfo c’è anche una famiglia di Mezzocorona, in Trentino: padre, madre incinta e un bambino, fermi a Dubai a causa dell’escalation. Secondo le prime ricostruzioni si trovavano al Fairmont The Palm, dove si sarebbe verificata un’esplosione legata a un drone. La famiglia, insieme ad altri ospiti, è stata messa al riparo in una zona ritenuta sicura della struttura. La Farnesina, tramite l’Unità di crisi, è in contatto con loro per valutare le modalità di rientro. Nella stessa area risultano presenti anche tre studenti e una docente del liceo Maffei di Riva del Garda, impegnati in un progetto internazionale. In Trentino è stato attivato anche un numero verde di Protezione civile per segnalazioni e richieste di supporto da parte di cittadini in zona.

08.22 – Un caccia si è schiantato vicino alla base aerea Usa
Un jet militare è precipitato nelle vicinanze di una base utilizzata dagli Stati Uniti in Kuwait. Un filmato geolocalizzato e analizzato da Cnn collocherebbe lo schianto a circa dieci chilometri dalla base di Ali Al Salem. Dalle immagini, la rete americana ipotizza si tratti di un caccia bimotore, compatibile con modelli come F-15E o F/A-18. Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali su cause e conseguenze dell’incidente.

08.06 – Fumo sopra il quartiere dell’ambasciata Usa
Un testimone ha riferito all’Associated Press di aver visto fumo alzarsi nel quartiere di Kuwait City dove si trova l’ambasciata statunitense. Non è chiaro se l’edificio diplomatico sia stato direttamente colpito o se l’area sia stata interessata solo indirettamente. Nelle ore precedenti, gli Stati Uniti avevano diramato un avviso urgente ai cittadini americani, invitandoli a restare al riparo e a non recarsi presso l’ambasciata.

07.11 – Libano: 31 morti nei raid israeliani
Le autorità libanesi aggiornano il bilancio dei bombardamenti israeliani: almeno 31 morti e 149 feriti tra Beirut e il sud del Paese. Gli attacchi seguono il lancio di missili attribuito a Hezbollah verso il nord di Israele, in un quadro che continua a peggiorare ora dopo ora.

06.55 – Nuova ondata di missili iraniani su Israele
L’esercito israeliano segnala un nuovo lancio di missili dall’Iran. I sistemi di difesa sono entrati in azione e, in diverse aree, alla popolazione è stato ordinato di raggiungere i rifugi e restarvi fino a nuove indicazioni.

06.47 – Bahrein, almeno una vittima
Dal Bahrein arriva la conferma di almeno una vittima negli attacchi iraniani contro obiettivi nel Golfo. Tra le aree sensibili c’è anche la base collegata alla presenza navale americana, dove si registrano danni e interventi di emergenza.

06.33 – Media iraniani: abbattuto un F-35 Usa
L’agenzia iraniana Tasnim sostiene che un F-35 americano sarebbe stato abbattuto nei cieli del Kuwait e che i piloti sarebbero riusciti a salvarsi lanciandosi con il paracadute. Al momento, da Washington non arrivano conferme.

06.20 – Esplosioni tra Israele e Golfo
Segnalazioni di esplosioni arrivano da più fronti: tra Israele e diverse città del Golfo, tra cui Doha, Abu Dhabi e Dubai. Il quadro resta frammentato e in rapido aggiornamento, con attacchi e intercettazioni che si intrecciano.

05.59 – L’Idf annuncia attacchi più intensi in Libano
Dopo la prima serie di raid su Beirut, l’Idf comunica che l’operazione contro Hezbollah sarà ampliata e resa più intensa. Nel sud del Libano, intanto, proseguono evacuazioni e spostamenti di civili dalle aree ritenute a rischio.

05.41 – Beirut, almeno dieci morti
Fonti mediche riferiscono di almeno dieci vittime nella periferia sud della capitale libanese. La zona è storicamente considerata una roccaforte del movimento sciita filo-iraniano e continua a essere bersaglio di attacchi.

05.22 – Aoun condanna Hezbollah
Il presidente libanese Joseph Aoun critica apertamente Hezbollah per il lancio di missili verso Israele, accusandolo di trascinare il Libano dentro un conflitto regionale che potrebbe avere conseguenze devastanti per il Paese.

04.53 – Esodo dal sud del Libano
Nel sud del Libano si registra un esodo di civili dopo gli ordini di evacuazione diffusi dall’Idf per decine di località. Lunghe file di auto si dirigono verso Beirut e verso le zone settentrionali, in un clima di crescente allarme.

04.18 – Conferenza del Pentagono
È atteso un aggiornamento ufficiale dagli Stati Uniti: nel primo pomeriggio (ora italiana) il segretario alla Difesa Pete Hegseth dovrebbe intervenire in conferenza stampa insieme ai vertici militari per fare il punto sulle operazioni contro l’Iran.

03.34 – Evacuazione urgente di villaggi libanesi
L’Idf ha diffuso un ordine di evacuazione immediata per numerosi villaggi del sud del Libano, invitando i residenti ad allontanarsi dalle aree considerate operative e vicine a infrastrutture legate a Hezbollah.

02.49 – Trump: tre opzioni per il dopo Khamenei
Donald Trump afferma di avere in mente tre possibili nomi per il futuro dell’Iran dopo la morte di Ali Khamenei. Il presidente Usa rivendica l’efficacia dell’operazione e parla di un regime colpito ai vertici.

02.33 – Trump ipotizza una guerra fino a cinque settimane
Sempre Trump descrive uno scenario di conflitto prolungato, stimando una durata possibile di quattro o cinque settimane. Parla di rischi e vittime, ma insiste sulla superiorità militare statunitense e israeliana.

02.16 – Londra risponde al drone su Akrotiri
Il ministero della Difesa britannico conferma un attacco con drone contro la base RAF di Akrotiri, a Cipro. Non si registrano vittime; i danni vengono descritti come limitati, mentre proseguono le verifiche operative e di sicurezza.

02.09 – Hezbollah rivendica l’attacco su Haifa
Hezbollah rivendica il lancio di missili e droni verso Haifa, definendolo una risposta alla morte di Khamenei e annunciando che potrebbero seguire altre azioni contro Israele.

01.56 – Israele bombarda Beirut
L’Idf avvia una nuova fase di bombardamenti su obiettivi riconducibili a Hezbollah nell’area di Beirut, dopo il lancio di razzi dal Libano verso il territorio israeliano.

01.44 – Colpita base Usa in Bahrein
Media locali segnalano un attacco missilistico iraniano contro la base navale americana in Bahrein. A Manama vengono viste colonne di fumo, mentre le autorità gestiscono l’emergenza.

00.57 – Raid su Teheran
Arrivano nuove segnalazioni di esplosioni nella capitale iraniana. Israele conferma che l’operazione su vasta scala prosegue, con obiettivi colpiti anche nell’area di Teheran.

00.42 – Drone sulla base britannica a Cipro
Un drone colpisce la base di Akrotiri a Cipro causando danni contenuti. L’episodio avviene poco prima dell’avvio della nuova ondata di attacchi dal Libano verso Israele.

00.21 – Sirene nel nord di Israele
Scatta l’allarme aereo nel nord di Israele, nell’area di Haifa, dopo la segnalazione di razzi lanciati dal Libano. Le sirene segnano l’inizio della nuova escalation notturna.

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