Tecnologia

Hacker Android: anche la criptovaluta Monero nel mirino

Siamo continuamente minacciati da virus capaci di addentrarsi nei sistemi operativi dei dispositivi che usiamo quotidianamente, provocando danni irreparabili.

Gli hacker aumentano, così come il nostro desiderio di protezione.

Le ultime notizie a riguardo provengono dalla Cina. Un team di ricercatori della società di sicurezza informatica Netlab360 ha addirittura scoperto che gli hacker più abili sono riusciti a trasformare i dispositivi connessi ad internet in strumenti per la creazione di cache della nota criptovaluta Monero.

Cosa è successo?

Gli hacker sono stati capaci di introdursi e infettare migliaia di telefoni col sistema operativo Android e alcuni degli Smart Tv più performanti. Così facendo, hanno modificato i dispositivi attaccati, mannari in questo modo una fra le più popolari criptovalute.

L’attacco è stato massiccio e devastante. Ha colpito ben 7.000 dispositivi in ​​tutta la Cina. Probabilmente questi dispositivi sono stati hackerata in una rete che ha saputo sfruttare la potenza di elaborazione dei dispositivi collegati per estrarre, o meglio per creare digitalmente, la criptovaluta Monero. Che l’intera faccenda sia andata così lo sostiene ZDNet.

Per adesso, nonostante abbiamo colpito massicciamente in Cina, questo tipologia è in fase di crescita e sarà sempre più utilizzata dagli hacker. Non si tratta du botnet come saremmo abituati a pensare, ma gli hacker diventeranno sempre più esperti nel cercare di guadagnare in questo modo attraverso i computer, oppure con molti altri dispositivi legati all’Internet of Things, piuttosto che per mezzo di telefoni e tablet.

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Una falla nel sistema

Il team di ricercatori della società di sicurezza informatica Netlab360 ha fatto sapere che l’attacco non ha fatto nient’altro se non sfruttare una porta aperta, ovvero una falla del sistema operativo che consente a un dispositivo di comunicare con Internet, divenendo Intelligenza Artificiale proprio come succede nel processo dell’Internet of Things. La porta, ovvero la falla dove si sono “infiliati” gli hacker è la 5555. Hanno cercato dispositivi ad essa connessi, che successivamente li ha aiutati a trovare telefoni e TV Android non ancora coperti da protezione. Una volta entrati, gli hacker hanno rilasciato il virus, una sorta di software dannoso chiamato “worm” e capace di danneggiare più dispositivi possibili, collegati simultaneamente.

Per adesso Google, proprietaria del software mobile Android, non ha commentato l’accaduto.

Purtroppo c’è anche un’altra brutta notizia: i ricercatori hanno riscontrato che le interfacce 5555 erano state aperte prima che gli hacker immettere il virus. Ciò significa che c’è un falla nel sistema, ma per il momento non si sa né come né quando è stata violata.

La cosa più grave è che gli hacker hanno utilizzato la rete collegata ai dispositivi infettati per eseguire un programma che estrae la criptovaluta Monero.

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