La storia di Rosangela Almeida dos Santos ha scosso il Brasile e oltre. Una donna di 37 anni, sepolta in una bara, ha lottato per la propria vita per ben 11 giorni prima di morire. La scoperta è avvenuta solo dopo aver sentito strani rumori provenire dalla tomba, rivelando una tragedia che apre interrogativi inquietanti sulle procedure mediche e funerarie.
Rosangela, sepolta viva: i segnali di una morte non accertata
Dopo l’agonia silenziosa, qualcuno ha deciso di riaprire la bara nel cimitero di Riachao das Neves, nel nord-est del Brasile. Il quadro che si è presentato è stato sconvolgente: la salma, ancora calda, mostrava evidenti ferite ai polsi e sulla fronte, oltre a una posizione diversa da quella iniziale. Segni chiari di una disperata lotta per uscire dalla bara, battendo con forza sul legno e cercando di farsi sentire.
Il cotone idrofilo inserito nelle narici e nelle orecchie era stato rimosso e i chiodi della bara erano stati spinti verso l’alto, con graffi e tracce di sangue all’interno.
Il ricovero e le cause della morte
Trasportata d’urgenza all’Hospital do Oeste di Barreiras, Rosangela ha subito diversi arresti cardiaci. Il referto medico indica come causa principale lo shock settico, ma la donna avrebbe potuto continuare a vivere se fosse stata individuata prima la situazione di non-morte. Purtroppo, la sua agonia è proseguita nell’oscurità della bara, fino al decesso avvenuto dopo 11 giorni.
Rosangela, sposata ma senza figli, soffriva di svenimenti ricorrenti dall’età di sette anni e assumeva farmaci anticonvulsivanti. Questi elementi sono stati confermati dai medici, senza tuttavia evitare la tragedia.
Le conseguenze e le riflessioni
Il caso, risalente al 2023, continua a suscitare dibattito e preoccupazione sulle pratiche di accertamento della morte e sui protocolli funerari adottati. La vicenda di Rosangela evidenzia un drammatico errore che ha compromesso la sua possibilità di sopravvivenza, sollevando questioni etiche e legali rilevanti.
Le autorità competenti sono state coinvolte per chiarire le responsabilità e prevenire simili tragedie in futuro.