Trend e Innovazione

hi- Storia: l’innovazione tecnologica per i beni culturali

hi storia

Interdisciplinarietà, trasferimento tecnologico al mondo umanistico, sperimentazione: l’innovazione tecnologica per i beni culturali passa necessariamente da qui.

Emanuela Amadio e Stefano Colarelli sono una storica dell’arte e un maker informatico, e dalla loro collaborazione (e contaminazione) è nato hi-Storia, un progetto che unisce valorizzazione e fruizione dei beni culturali con la tecnologia e la stampa 3D.

Come funziona? L’idea è quella di far uscire i beni culturali della loro nicchia e far avvicinare più persone possibili alla bellezza del patrimonio artistico e architettonico italiano in maniera assolutamente personalizzata, interattiva e autogenerata.

hi-Storia è un metodo per creare percorsi di senso per i beni culturali con il quale ognuno si costruisce la propria modalità di fruizione: a partire da un modellino 3D del bene culturale si attivano delle informazioni multimediali tramite la scheda Arduino – ne avevamo parlato qui nell’articolo Artigianato 3.0. La fruizione in questo modo è abilitata anche per i non vedenti, e immaginate i bambini come si divertono a fabbricarsi il proprio modello in 3D e poi scoprire “cosa c’è dentro”?

 

beni culturali hi storiaL’idea è quella di unire conoscenza dei beni culturali e sperimentazione tecnologica”, ci dice Emanuela Amadio. I dispositivi interattivi sono perfetti per i laboratori scolastici con i ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado: dopo una fase di progettazione partecipata i ragazzi scelgono cosa “rappresentare”, si costruiscono da soli il proprio modello e decidono poi quali informazioni inserire che raccontino il bene”.

I dispositivi tattili interattivi di hi-Storia rispondono al tocco delle dita e attivano messaggi audio o video attraverso il collegamento a smartphone e computer grazie ad Arduino. Sono già presenti in alcuni musei ed enti pubblici italiani e ne sono stati realizzati molti in numerosi fablab italiani. “Vogliamo costruire una rete di utilizzatori di hi-Storia attraverso i fablab per condividere insieme l’esperienza di fabbricazione: l’idea è lavorare tutti in sinergia per implementare i CV scolastici come da raccomandazioni europee”. Le chiediamo qual è il più grande pregio di hi-Storia: “l’interdisciplinarietà. hi-Storia è un modo per applicare nel 2016 competenze di carattere storico-culturale in un contesto contemporaneo. Abbiamo creato un’opportunità di lavoro concreta non solo per noi ma per tanti laureati del settore umanistico e makers. Il codice è open source e non coperto da brevetti”. E allora in bocca al lupo!

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